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No al tampone gratis, Draghi sfida i portuali ma tratta con i sindacati

Draghi
La decisione, assicura il premier, sarà presa nel prossimo cdm. Due le opzioni allo studio: prezzi calmierati o agevolazioni per le imprese
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«Un incontro importante e positivo». Così il leader Cgil Maurizio Landini sintetizza il giudizio sull’incontro a palazzo Chigi con il premier Mario Draghi che ha illustrato ai sindacati il nuovo decreto che vedrà la luce domani in Cdm per irrobustire le norme contro le morti sul lavoro. La prossima settimana «incontro importante» tra sindacati e ministro del lavoro, Andrea Orlando che avvierà un tavolo sulla formazione dei lavoratori. Al centro del confronto anche l’estensione del Protocollo sicurezza firmato da Cgil Csil e Uil con il governo e un eventuale e ulteriore abbassamento dei prezzi dei tamponi, per agevolare i lavoratori non vaccinati alla vigilia della nuova deadline per il passaporto vaccinale. Ovvero “sforbiciare” ulteriormente il prezzo dei tamponi, già calmierati il mese scorso, con una possibile parziale deduzione.

«Draghi ci ha assicurato che il governo deciderà nelle prossime ore», spiega Luigi Sbarra, segretario della CISL, al termine dell’incontro con il premier a Palazzo Chigi, «ne discuteranno domani in Cdm, ci ha spiegato il presidente del Consiglio – gli fa eco Pierpaolo Bombardieri, della UIL – e lì decideranno il da farsi». «Abbiamo colto l’occasione per segnalare al governo la necessità di un forte abbassamento del costo del tampone – spiega infatti Maurizio Landini (Cgil)- ma anche che si potenzi il credito d’imposta per i sevizi di sanificazione. Vorremmo che tutte le aziende, non solo alcune, si assumessero l’onore del costo dei tamponi».

La decisione verrà presa quindi da qui a domani, quando il Consiglio dei ministri tornerà a riunirsi. E potrebbe essere assunta già nella cabina di regia che il premier Mario Draghi ha convocato per questo pomeriggio alle 18, spiegano fonti di governo all’Adnkronos. Sono due le strade percorribili, a poche ore dall’entrata dell’obbligo di green pass in tutti i luoghi di lavoro, con controlli ai tornelli. La prima passa da una riduzione dei prezzi, escludendo tuttavia la gratuità dei test “stana Covid”. L’altra invece prevede un credito d’imposta che consenta alle imprese che si fanno carico del costo dei tamponi di detrarne l’onere, assieme alle spese di sanificazione sostenute.

Esclusa, in ogni caso, la gratuità dei tamponi, chiesta a gran voce da Lega, Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle. «Il tampone gratuito è come il condono per chi non paga le tasse – ha detto il segretario del Partito democratico, Enrico Letta – Noi siamo contro questa logica: deve essere premiato chi è fedele, chi paga le tasse e chi si è vaccinato e per questo bisogna impedire che piccole minoranze blocchino il Paese perché sarebbe un pessimo segnale». Il riferimento è alle centinaia di lavoratori del porto di Trieste che hanno indetto uno sciopero a partire da oggi e per i prossimi cinque giorni. Al loro fianco Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. «Vi rendete conto del precedente che stanno creando? – si è chiesta Meloni – Siamo una Repubblica fondata su lavoro e oggi viene impedito di andare a lavorare senza il green pass, il lasciapassare del governo: è un precedente pericoloso».

Alessandro Volk, componente del direttivo del Coordinamento lavoratori portuali Trieste, ha spiegato che se il governo prorogasse al 30 ottobre il via all’obbligo di green pass «non avrebbe senso bloccare il porto» e che questa «sarebbe una mossa intelligente per prendere un po’ di tempo e trovare poi una soluzione». Ma il governo, già prima della cabina di regia, aveva fatto sapere di non considerare alcun rinvio. Intanto il prefetto di Trieste, Valerio Valenti, ha spiegato che «chi parteciperà al blocco del porto a oltranza compie un reato, nella fattispecie il reato di interruzione di pubblico servizio, perché la manifestazione presentata come sciopero non è stata convalidata dalla Commissione di garanzia quindi è una manifestazione non autorizzata che impedisce l’accesso dei lavoratori al porto e blocca l’attività».

 

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