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Landini: «Un attacco fascista premeditato, non c’entra nulla con il green pass»

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini non usa mezzi termini all’assemblea generale del sindacato e contrattacca: «Non ci intimidiscono, non ci fanno paura. Non ho risentimento ma lo Stato deve reagire»
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L’attacco alla sede della Cgil è stato «un attacco fascista, un atto premeditato che non c’entra nulla con il green pass. Ieri è stata offesa la Costituzione e violentato il mondo del lavoro». Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini non usa mezzi termini all’assemblea generale del sindacato e contrattacca: «Non ci intimidiscono, non ci fanno paura. Non ho risentimento ma lo Stato deve reagire». Il leader sindacale chiede alla politica di sciogliere «tutte le formazioni che si richiamano al fascismo: questo è il momento di dirlo con chiarezza». E ringrazia il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio, Mario Draghi e tutte le «istituzioni che ci hanno espresso solidarietà», oltre a ringraziare tutte le persone, i semplici iscritti «che si sono sentiti violentati per quello che stava succedendo alla Cgil».

Davanti alla sede del sindacato in Corso d’Italia a Roma dove stamattina si è tenuta l’assemblea sono stati molti i politici arrivati a dare supporto: da Roberto Gualtieri a Carlo Calenda, da Nicola Zingaretti a Francesco Lollobriggida fino a Giuseppe Conte. Poi Teresa Bellanova, Ettore Rosato, Stefano Fassina e Pier Ferdinando Casini. Molte anche le attestazioni di solidarietà tra cui quella di Silvio Berlusconi, Enrico Letta, Matteo Renzi ed Enrico Michetti. La presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, definisce questo assalto come una «violenza e squadrismo. Poi la matrice non la conosco. Sarà fascista, non sarà fascista … non è quello il punto. Il punto è che è violenza, è squadrismo, e questa roba va combattuta. Sempre».

Landini annuncia una manifestazione antifascista a Roma per il prossimo sabato, 16 ottobre, insieme a Cisl e Uil: «Abbiamo deciso subito che c’era bisogno di mobilitarci: è necessario rispondere con tutto il nostro senso civico e democratico», spiega. «Non solo non vogliamo tornare indietro, ma vogliamo andare avanti e ricostruire. Non è il momento di costruire muri e recinti, in Italia o in Europa. L’unità del mondo del lavoro è la condizione per una crescita democratica del nostro Paese». «Quella di ieri – stigmatizza Landini all’assemblea a cui hanno partecipato un centinaio di persone – è una ferita democratica. Un’offesa alla Costituzione nata dalla Resistenza. Un atto che ha violentato il mondo del lavoro e i suoi diritti».

«Deve essere chiaro – aggiunge – che se qualcuno ha pensato di intimidirci, di metterci paura, di farci stare zitti, deve sapere che la Cgil e il movimento dei lavoratori hanno sconfitto il fascismo in questo Paese e riconquistato la democrazia. Non ci intimidiscono». Il dirigente sindacale evidenzia che «siamo di fronte a fascisti che strumentalizzano problemi che possono esistere. Sono due cose distinte. Qui siamo di fronte a un atto di squadrismo da parte di organizzazioni fasciste che hanno premeditato l’assalto alla Cgil. Va distinto tra chi vuole manifestare e chi ha deciso di attaccare la Cgil». Per questo nell’apprezzare «il sostegno da parte di tutte le forze politiche, compresa Fratelli d’Italia» si aspetta «che tutti agiscano di conseguenza e sostengano la nostra proposta di sciogliere le organizzazioni fasciste per legge». «Faccio una distinzione – conclude Landini – il diritto di manifestare va difeso a prescindere. Ma chi ha assaltato la Cgil sta sfruttando o usando il malessere che esiste nel Paese». E il malessere e disagio sociale «non si risolve con le chiacchiere e con la solidarietà, ma facendo le riforme».

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