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Oggi il Csm prova a decidere sul nuovo capo dei pm di Roma

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Stamattina alle 9 la quinta commissione del Csm si è riunita per scegliere il nuovo procuratore capo di Roma: in corsa Francesco Lo Voi e Marcello Viola.
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Si va al buio. L’unica cosa certa è che la quinta commissione del Csm si riunisce stamattina alle 9 per discutere anche sul futuro procuratore di Roma. In ballo c’è la nuova indicazione da dare al plenum dopo che la nomina dell’attuale vertice dei pm capitolini, Michele Prestipino, è stata invalidata dalla giustizia amministrativa.

Con le ultime due pronunce, il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi di Prestipino contro le sentenze emesse dal Tar a favore prima di Marcello Viola (attuale pg di Firenze) e poi di Francesco Lo Voi (procuratore capo di Palermo). Nonostante la netta indicazione dei giudici, non pare emergere un orientamento chiaro nella commissione del Csm. Pare indebolita, questo sì, l’iniziale tendenza favorevole a una conferma di Prestipino. Nello stesso tempo è condivisa da togati e laici l’idea che non abbia senso aspettare la decisione delle sezioni unite sul ricorso presentato ancora da Prestipino per difetto di giurisdizione. Tutto però può cambiare all’ultimo istante: peraltro ad oggi la quinta commissione è presieduta dal togato di Autonomia e Indipendenza Giuseppe Marra, ma da qui a una settimana cambierà composizione, per il consueto passaggio di testimone biennale previsto negli organismi di Palazzo dei Marescialli.

Certo, è stata appena incardinata la procedura per la nomina del nuovo procuratore nazionale Antimafia (domande dal 13 ottobre al 12 novembre), per la quale sarebbe favorito Lo Voi, mentre Viola sembra poter fiduciosamente aspirare all’incarico di nuovo procuratore di Milano. Il che renderebbe meno lunare un’eventuale insistenza del Csm su Prestipino. Ma la sfasatura temporale fra i vari incarichi non aiuta. Né sembrano di buon auspicio le divisioni registrate ancora ieri in plenum sulla nomina di un nuovo procuratore aggiunto a Roma: ha prevalso Sergio Colaiocco, il pm dell’indagine sulla morte di Giulio Regeni, ma con uno scarto limitatissimo, 13 voti contro i 9 ottenuti dall’altro candidato, Nicola Maiorano. A riprova, qualora ce ne fosse bisogno, che sulla Procura della Capitale è sempre difficilissimo mettersi d’accordo, a prescindere da Luca Palamara.

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