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Usa, migliaia di donne in marcia contro la legge del Texas che limita l’aborto

Oltre 600 manifestazioni in 50 Stati per la Marcia delle donne, la prima del dopo Trump. Il 1 dicembre la Corte Suprema si esprimerà sul diritto di abortire in Mississipi
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Negli Usa è tornato l’appuntamento con la Marcia delle Donne, la prima da quando Donald Trump non è più alla Casa Bianca. Al grido «giù le mani dal mio corpo», decine di migliaia di donne sono scese in piazza contro le limitazioni all’accesso agli aborti. Oltre 600 in tutto le manifestazioni di oggi e 50 gli Stati aderenti dopo l’entrata in vigore in Texas di una nuova normativa, la più restrittiva mai avuta negli Usa. A Washington circa 10.000 persone si sono radunate in una piazza vicino alla Casa Bianca, prima di marciare verso la Corte Suprema.

La stessa Corte che ha respinto un ricorso per bloccare quella legge in Texas, con il timore che ora anche altri Stati possano seguire quella via. Tra gli organizzatori delle manifestazioni, secondo Cnn, sono Women’s March e 90 organizzazioni, tra cui Planned Parenthood Federation of America e Center for American Progress. «Stiamo assistendo alla più terribile minaccia all’accesso all’aborto nella nostra vita», hanno sottolineato gli organizzatori dell’iniziativa, esortando la gente a «inviare un messaggio inequivocabile sulla nostra risoluta opposizione alla limitazione dell’accesso all’aborto e al rovesciamento della sentenza Roe v. Wade prima che sia troppo tardi». Si tratta della storica sentenza che nel 1973 di fatto legalizzò l’interruzione di gravidanza, e che ora si trova sotto attacco da parte di deputati e giudici conservatori.

Le manifestazioni sono state indette prima che la Corte suprema il 1 dicembre si pronunci sul diritto di abortire in Mississipi. Una decisione che ricadrà sul futuro delle donne negli Usa, mentre la nomina di giudici da parte dell’ex presidente Donald Trump ha dato ai conservatori il controllo del tribunale. E sono state indette, mentre l’amministrazione Biden tenta di bloccare la più restrittiva legge sul diritto di abortire, che in Texas vieta ogni Ivg oltre la sesta settimana anche alle sopravvissute a stupro e incesto, cioè prima che molte persone si accorgano della gravidanza. Marciare vuol dire «combattere per garantire, difendere e rafforzare il nostro diritto costituzionale all’aborto», ha detto Rachel ÒLeary Carmona, direttrice esecutiva della Women’s March. «È una lotta contro i giudici della Corte suprema, i deputati statali, i senatori che non sono al nostro fianco o che non agiscono con l’urgenza che questo momento richiede», ha aggiunto.

Migliaia di donne hanno invaso le strade di Washington, a partire dai dintorni della Casa Bianca, in uno dei cortei previsti come più affollati. Sugli striscioni, frasi come «Preoccupati del tuo, di utero», «Amo una persona che ha abortito», «L’aborto è una scelta personale, non un dibattito legale». Molte partecipanti hanno indossato magliette con la scritta ’1973’, in riferimento alla sentenza Roe v. Wade. Mentre alcuni gruppi contrari al diritto all’aborto hanno definito l’iniziativa «macabra», la Women’s March è diventata un appuntamento regolare (seppur interrotto dalla pandemia) da quando milioni di donne scesero in strada il giorno dopo l’inaugurazione della presidenza Trump, nel gennaio 2017. Il repubblicano era favorevole a punire chi abortisce, rendendo la nomina di giudici conservatori una missione della sua presidenza. «Non sono una macchina per produrre figli e dovrei poter scegliere se ne voglio», ha detto la 17enne Anna Li del Texas dal palco di Washington, raccontando alla folla la propria esperienza di difficoltà di abortire.

Il dipartimento di Giustizia ha chiesto a un giudice federale di bloccare la legge del Texas, entrata in vigore il 1 settembre, che costringe chi sceglie di abortire a uscire dai confini per poterlo fare. La legge vieta infatti l’Ivg dal momento in cui si percepisce il battito cardiaco del feto, attorno alle sei settimane, quando la persona spesso non si è ancora accorta della gravidanza. Per l’amministrazione Biden, quello del Texas è un attacco al diritto costituzionale di abortire. Ma anche se la misura attuale fosse sospesa, per il sistema in vigore molti operatori sanitari potrebbero continuare a non garantire il diritto, temendo azioni legali in assenza di decisioni legali permanenti. Intanto, secondo Planned Parenthood il ricorso alle cliniche del Texas è calato dell’80% in due settimane, mentre le strutture degli Stati vicini faticano a far fronte alle richieste di chi arriva da centinaia di chilometri di distanza.

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