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Testa a testa alle elezioni tedesche tra Spd e Cdu-Csu

Secondo gli exit poll i socialdemocratici (Spd) sono in testa di un punto sui conservatori cattolici (Cdu-Csu). Probabile che a decretare il vincitore sia il voto per posta
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Testa a testa in Germania per il rinnovo del Bundestag. I socialdemocratici della Spd, secondo gli exit poll sono in vantaggio col 25,5 per cento delle preferenze, contro il 24,5 per cento segue dell’Unione, che mette insieme l’Unione cristiano-democratica (Cdu) e l’Unione cristiano-sociale (Csu). Se confermato sarebbe il risultato peggiore mai ottenuto dai popolari. Terzi i Verdi con il 13,8 per cento. Il Partito liberaldemocratico (Fdp) si attesta all’11,7 per cento. I nazionalisti di Afd sono dati invece al 10,9 per cento. Mentre la Linke, la sinistra, è ferma al 5 per cento.

Ma con un quadro così incerto è probabile che a decidere le elezioni in Germania per il rinnovo del Bundestag (e l’avvio del «dopo Merkel») sia il voto per posta. Secondo gli esperti, ha votato per corrispondenza almeno il 40 per cento degli elettori, contro il 29 per cento del 2017. Un record assoluto da quando è stato introdotto il voto per posta nel 1957, storicamente spostato a sinistra. Deutsche Post, la compagnia postale tedesca, si era preparata a smistare una quota pari al 60 per cento del totale dei voti. Per votare per corrispondenza, i tedeschi devono compilare la scheda elettorale, sigillarla nella busta blu che poi va inserita nella tradizionale busta rossa elettorale insieme alla dichiarazione firmata al posto del giuramento. I voti per posta devono arrivare entro le 18 dell’Election Day, ovvero entro la chiusura dei seggi quando scatta lo spoglio.

Per i centristi, in ogni caso, il risultato sarebbe una disfatta. «I risultati di queste elezioni erano difficili da prevedere e si sono confermati estremamente serrati. Non abbiamo risultati e previsioni certi, ma è evidente che non possiamo dichiararci soddisfatti del risultato ottenuto da Cdu-Csu», ha ammesso il candidato cancelliere democristiano, Armin Laschet. Deluso anche il segretario generale del partito, Paul Ziemiak: «Le perdite sono amare rispetto alle scorse elezioni», il risultato «fa male», ha aggiunto. Nonostante la visibile delusione, Laschet ha rassicurato i suoi sostenitori e nel primo discorso dopo la chiusura dei seggi ha promesso: «Faremo tutto il possibile per creare un governo guidato dai conservatori, perchè è quello di cui hanno bisogno i tedeschi per modernizzare il Paese». Ma i socialdemocratici (Spd) ritengono di avere un chiaro «mandato a governare», rivendicano a gran voce la cancelleria per Olaf Scholz e sono sicuri che alla fine saranno loro a festeggiare: così segretario generale del partito, Lars Klingbeil, così, nel suo primo commento, lo stesso candidato cancelliere: «Gli elettori hanno deciso che in tutte le elezioni sono avanti i socialdemocratici», ha sottolineato Scholz, secondo il quale, «comunque vada a finire, la gente vuole il cambiamento, la maggioranza degli elettori vuole che il prossimo cancelliere si chiami Olaf Scholz». E ancora: «Le prime proiezioni ci dicono che l’Spd ottiene un grande sostegno da parte dei cittadini. Da parte nostra l’impegno è che tutto quello che abbiamo proposto venga effettivamente realizzato». Umori diversi, ma entrambi sono convinti che «sarà una lunga notte».

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