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Anche Prodi si schiera con Berlusconi: «Perizia psichiatrica? Una follia»

Prodi
Prodi, un tempo acerrimo nemico politico di Berlusconi, critica i giudici di Milano. «La perizia psichiatrica è una delle ennesime follie dell'Italia».
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Un tempo erano avversari politici, quando esisteva l’Ulivo e il Popolo delle Libertà prendeva sempre più forma. Oggi, però, il professore Romano Prodi, ex presidente del Consiglio dei Ministri, e tra i padri fondatori dell’Euro, va in soccorso di Silvio Berlusconi, criticando duramente la decisione del tribunale di Milano di effettuare una perizia psichiatrica nei confronti dell’ex presidente del Milan, tra gli imputati del processo “Ruby Ter”.

«La perizia psichiatrica è una delle ennesime follie dell’Italia», ha affermato l’ex premier al Castello di Santena, in provincia di Torino, dove Prodi ha ricevuto il Premio Cavour 2021. Giovanni Minoli pone le domande e naturalmente non si è lasciato sfuggire la ghiotta opportunità.

Prodi al Quirinale? «No, grazie»

«Si sbaglierebbe perché ho 82 anni e per un incarico settennale è un’incoscienza» ha detto Romano Prodi a Giovanni Minoli. Il Professore prova a chiudere così ogni chiacchiericcio sulle sue presunte ambizioni quirinalizie, alimentato dal ritrovato protagonismo politico delle ultime settimane. Prodi, a cui ancora brucia la ferita dei 101 franchi tiratori dem che nel 2013 impallinarono la sua corse al Colle, è tornato a parlare parecchio negli ultimi giorni e a stuzzicare il suo partito, il Pd, considerato troppo appiattito sulla difesa dei diritti civili a scapito di quelli sociali.

Secondo l’ex presidente del Consiglio, Enrico Letta indica dovrebbe infatti cambiare direzione di marcia, «ha bisogno di avere un messaggio, penso sui temi sociali ed economici, che interpreti il momento e faccia convergere, saltando le differenti correnti del partito», ha spiegato in Tv tre giorni fa. E allora «il consiglio principale è quello che ci vuole una cosa, sul lavoro, sulla crescita, su come riorganizzare la società nel post pandemia, che acquisti fascino anche fuori», anche perché che il programma attuale dem sia troppo ristretto «gliel’ho detto».

Il Partito democratico «giustamente, ritiene così importanti i diritti individuali ma non bastano. Adesso bisogna coinvolgere la gente», è la convinzione di Prodi. «Questo governo, in fondo, ha creato l’ottimismo in cui è possibile lanciare il messaggio “ce la facciamo” e visto che le cose vanno relativamente un po’ meglio le speranze di un Paese sono un frutto delicato e se un partito esce con la proposta che renda questa speranza uno strumento di ascesa duratura, è importantissimo». Ma i consigli del Professore sono solo figli di una naturale passione politica, senza alcuna velleità presidenziale. O almeno è questo che Prodi tiene a sottolineare.

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