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Nuova tegola per Prestipino. Il Csm chiamato ancora a esprimersi sulla Procura di Roma

I consiglieri dovranno decidere se rinviare in quinta commissione la pratica sulla procura di Roma, dopo la sentenza del Consiglio di Stato a favore dell’attuale procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, contro la nomina di Michele Prestipino
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Il prossimo 15 settembre si prevede un’assemblea plenaria del Consiglio Superiore della Magistratura davvero infuocata. Oltre alla scelta di diversi incarichi direttivi, i consiglieri laici e togati dovranno decidere se rinviare in quinta commissione la pratica sulla procura di Roma, a seguito della sentenza emessa dal Consiglio di Stato circa il ricorso presentato dall’attuale procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, contro la nomina di Michele Prestipino, ritenuto non idoneo a ricoprire tale incarico.

La circostanza emerge da uno dei documenti che saranno presentati mercoledì prossimo, a firma del consigliere togato, Giuseppe Cascini. Nel caso di specie, infatti, la quinta commissione scrive: «Vista la sentenza n. 6125/2021 con la quale il Consiglio di Stato ha accolto appello incidentale proposto dal ricorrente per la riforma del capo della sentenza del T.A.R. del Lazio n. 1866/2021 di rigetto del primo motivo di ricorso, nell’ambito del giudizio introdotto dal dott. Francesco Lo Voi per l’annullamento della delibera consiliare in data 4 marzo 2020, con la quale è stato conferito l’ufficio direttivo di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma al dott. Michele Prestipino Giarritta, rigettando gli appelli proposti, rispettivamente, dal controinteressato e dal Consiglio Superiore della Magistratura unitamente al Ministero della Giustizia» propone al Plenum «di prendere atto della sentenza n. 6125/2021 del Consiglio di Stato e di rinviare alla quinta commissione per le consequenziali determinazioni di competenza».

Si ripropone dunque la stessa situazione già vista con Marcello Viola, che in passato aveva presentato ricorso contro Prestipino, ottenendo una sentenza favorevole dai giudici amministrativi.

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