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Presunzione d’innocenza, maggioranza già in ordine sparso

Presunzione d’innocenza: finalmente uno scudo per l’accusato dato per colpevole prima della sentenza
La presunzione d’innocenza divide il Governo. M5S freddo sul decreto, mentre Forza Italia è favorevole. «Addio alle indagini-show».
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Pensare che la partita sulla giustizia si sia esaurita col via libera della Camera alla riforma penale è una vera e propria illusione. Lo dimostrano non solo i propositi bellicosi avanzati sul ddl, in vista dall’esame in Senato, sia dal neo-leader 5 Stelle Giuseppe Conte che dall’Anm, ma anche i punti di vista divergenti che continuano a registrarsi nella maggioranza su altri dossier, a cominciare dal decreto legislativo sulla presunzione d’innocenza.

Il testo varato in Consiglio dei ministri la scorsa settimana dovrà essere sottoposto ai pareri, seppur non vincolanti, delle commissioni Giustizia: il deputato che presiede quella di Montecitorio, il pentastellato Mario Perantoni, ha già detto chiaramente che per lui il decreto non dovrà limitare la libertà di stampa.

Presunzione d’innocenza, parla Fiammetta Modena

Opinioni diverse in molti altri partiti. Ad esempio da parte di Enrico Costa, il responsabile Giustizia di Azione che aveva proposto inizialmente un autonomo ddl sulla materia. Ieri è stata la senatrice azzurra Fiammetta Modena a sbilanciarsi favorevolmente sul provvedimento licenziato a Palazzo Chigi il 5 agoisto.

Quel testo, ricorda la parlamentare della commissione Giustizia, «attua la legge delega che a sua volta dà applicazione a una direttiva del 2016 del Parlamento europeo relativa alla presunzione di innocenza. Si stabilisce intanto un principio fondamentale, cioè che non si possono dare i nomi alle inchieste, perché facendo così automaticamente le persone coinvolte diventano dei fenomeni da baraccone e queste inchieste dei romanzi». «In secondo luogo», aggiunge la senatrice di FI, «si dà la disposizione precisa alle autorità per cui non si può mai indicare con la parola “colpevole” una persona fin quando non c’è una sentenza definitiva.

«Evitare la spettacolarizzazione dei processi»

Poi, com’era già di prassi ma viene ora stabilito da norme, il procuratore capo è colui il quale può fare dei comunicati stampa, o eccezionalmente solo per casi rilevanti fare delle conferenze stampa o autorizzare la polizia giudiziaria a farle: ciò in modo tale da evitare la spettacolarizzazione dei processi», prosegue Modena, parlando ancora del principio sulla presunzione d’innocenza. «È un passo in avanti importante di fronte alla degenerazione di processi che diventano show, una forma di rispetto per chi si ritrova coinvolto ma anche per i fruitori dell’informazione, esposti di fronte a titoli che sembrano fiction». Ci sarà battaglia anche su questo, c’è da scommetterci.

 

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