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L’Italia da record strappa 40 medaglie. Malagò: «Ora ius soli sportivo»

Le farfalle azzurre firmano la 40esima medaglia italiana con il bronzo nella ginnastica ritmica. Con Tokyo 2020 riscriviamo il record di Los Angeles ’32
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Le “farfalle” azzurre conquistando la medaglia di bronzo nella prova a squadra della ginnastica ritmica, portano a 40 il medagliere dell’Italia alle Olimpiadi di Tokyo che termineranno oggi con la solenne cerimonia di chiusura (ore 20, le 13 in Italia) che consegnerà il testimone a Parigi 2024. Il bronzo di Tokyo è la terza medaglia a cinque cerchi della ginnastica ritmica azzurra. Oggi all’Ariake Gymnastics Centre di Tokyo le atlete allenate da Emanuela Maccarani – Alessia Maurelli (capitana), Martina Centofanti, Agnese Duranti, Daniela Mogurean e Martina Santandrea – hanno compiuto una vera e propria impresa considerando l’altissimo livello delle avversarie con la Bulgaria battere il Comitato olimpico russo.

Quella dell’Italia dello sport alle Olimpiadi di Tokyo 2020 è stata una spedizione da record, unica, che ha fatto vivere momenti magici, a tratti anche leggendari: superato il precedente primato di 36 di Los Angeles ’32 e dell’edizione di casa di Roma ’60. Il primo record era stato battuto ancor prima di partire alla volta della terra del Sol Levante, quello del numero degli italiani qualificati, ben 384 con la quasi raggiunta parità di genere, 197 uomini e 187 donne, fatto mai avvenuto in precedenza. Con 40 medaglie – 10 d’oro, 10 d’argento e 20 di bronzo – l’Italia resta tra le migliori dieci Nazioni dello sport mondiale.

Il grande exploit, decisamente inatteso e per questo magico, per la “Regina dell’Olimpiade”, l’atletica leggera che ha conquistato ben cinque medaglie, tutte d’oro. A livello statistico, da Seul 1988 a Rio 2016 – in mezzo sette edizioni dei Giochi – l’atletica aveva raccolto quattro medaglie d’oro. Dopo 37 anni una donna, Antonella Palmisano, è ritornata a conquistare un oro nell’atletica leggera: l’ultima fu Gabriela Dorio nel 1984 a Los Angeles. A Tokyo 2020 la prima medaglia era stata l’argento di Luigi Samele nella sciabola della scherma il 24 luglio, l’ultima oggi, la 40esima, il bronzo delle farfalle della ginnastica ritmica. In mezzo tanti momenti emozionanti, storici e leggendari, come il doppio oro olimpico di Marcell Jacobs, dio della velocità per essersi messo al collo l’oro dei 100 metri e della 4×100. Storiche anche le medaglie nel sollevamento pesi, ben tre in una sola edizione, quella di bronzo di Irma Testa nel pugilato (mai nessuna donna aveva vinto una medaglia olimpica) e quella d’oro nella vela con Caterina Banti e Ruggero Tita. Conferme dal nuoto che ha salutato Federica Pellegrini, la “Divina” da oggi membro effettivo del Comitato Olimpico Internazionale, e ritrovato Gregorio Paltrinieri che ha dimostrato di aver sconfitto la mononucleosi con l’argento negli 800 stile libero e il bronzo nella 10 km di nuoto in acque libere.

«Questa è stata l’Olimpiade migliore di sempre. Non è impossibile ripetere le 40 medaglie di Tokyo ma dobbiamo occuparci solo di sport, basta perdere giornate, tempo ed energie come abbiamo fatto negli ultimi anni», detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò da Casa Italia a Tokyo rispondendo ad una domanda se in futuro ci sarà la possibilità di ripetere lo storico bilancio di medaglie ottenuto ai Giochi in Giappone. «La nostra proposta è quella di anticipare l’iter burocratico per lo ius soli sportivo, che ad oggi è infernale, un girone dantesco», ha spiegato. «Ci sono decide di pratiche che giacciono sui tavoli. Se aspetti il momento per fare la pratica hai perso una persona. A volte ci sono tre anni di gestazione e nel frattempo, se l’atleta non ha potuto vestire la maglia azzurra, o smette, o va nel suo paese di origine, o ancora peggio arriva qualche altro paese che studia la pratica e in un minuto gli dà cittadinanza e soldi».

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