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Procura di Milano, Amato e Viola in pole per il dopo Greco

La procura di Milano attende il successore di Francesco Greco. Due i papabili: Amato e Greco. Su Roma, invece, potrebbe spuntarla ancora Prestipino.
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Giuseppe Amato, procuratore di Bologna, e Marcello Viola, procuratore generale di Firenze. Il primo esponente di Unicost, la corrente di centro delle toghe, il secondo di Magistratura indipendente, il gruppo moderato. Saranno loro due a contendersi il posto di procuratore di Milano. Fra i nove magistrati che hanno presentato domanda, infatti, sono quelli che, circolari del Consiglio superiore della magistratura ‘ alla mano’, hanno le carte in regola per aspirare alla successione di Francesco Greco, in pensione per raggiunti limiti di età dal prossimo mese di novembre.

Procura di Milano, gli altri candidati

Outsider potrebbe essere il procuratore di La Spezia Antonio Patrono, “davighiano” di Autonomia& indipendenza. Scarse possibilità, invece, per i procuratori di Cremona, Roberto Pellicano, di Como, Nicola Piacente, di Pordenone, Raffaele Tito. La candidatura di Maurizio Romanelli, aggiunto alla Procura di Milano, la nomina in “continuità” con la gestione Greco, troverebbe ostacoli nella recente giurisprudenza del Consiglio di Stato e potrebbe determinare un deja-vu di quanto accaduto a Roma con la scelta di Michele Prestipino sul fronte del contenzioso amministrativo.

Da non ripetere il caso Prestipino

Le ultime sentenze del Consiglio di Stato, anche se criticate aspramente da diversi consiglieri in carica, hanno messo dei “paletti” alla discrezionalità di Palazzo dei Marescialli nella scelta dei direttivi. Il Csm, è quanto affermano i giudici amministrativi, non può preferire per un incarico direttivo un magistrato che in vita sua non ha mai svolto queste funzioni. A maggior ragione quando fra i concorrenti ci sono magistrati che hanno ricoperto funzioni direttive di secondo grado, come quella di procuratore generale. Il Plenum, per continuare ad avere campo libero nella scelta dei capi degli uffici, ha sposato nelle scorse settimane in maniera “adesiva” il ricorso di Prestipino alla Corte di Cassazione per “eccesso di potere” da parte del Consiglio di Stato. Il ricorso davanti alle Sezioni unite di piazza Cavour sarà discusso il prossimo 23 novembre.

Per la procura nazionale antimafia anche Gratteri

Nella partita di Milano, comunque, andranno considerati due aspetti: la tempistica, quindi l’esito dei ricorsi di Prestipino, e la nomina del nuovo procuratore nazionale antimafia, posto che sarà messo a concorso fra poco più di cinque mesi. Per quell’incarico i papabili sono Giovanni Melillo, procuratore di Napoli, e Francesco Lo Voi, procuratore di Palermo. Non è escluso che presenti domanda anche Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro.

Mentre a Roma…

Tornando alla Procura di Roma, voci sempre più insistenti degli ultimi giorni fanno sapere che l’orientamento del Csm sarebbe quello di insistere comunque su Prestipino, con una nuova motivazione. La maggioranza, anche se per un paio di voti, ci sarebbe. Una decisione in tal senso indurrebbe Viola a presentare un nuovo ricorso. Per uscire da questo cul de sac il pg di Firenze potrebbe, però, rinunciare alla battaglia di carte bollate, evitando anche il ricorso per l’ottemperanza della sentenza non eseguita che gli ha dato ragione. In questo modo non entrerebbe in conflitto con il Csm per puntare convintamente al posto un tempo ricoperto da Francesco Saverio Borrelli.

 

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