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Isolamento penitenziario, quando può diventare tortura

Antigone denuncia l’aumento in tutta Europa del ricorso all'isolamento penitenziario. L’associazione ha preparato una guida pratica per gli organismi impegnati nel monitoraggio degli istituti penitenziari
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Celle del carcere non ammobiliate, con solo un letto privo di materasso, senza coperte, senza biancheria da letto, senza strutture igieniche, con un wc visibile dallo spioncino o tramite telecamere a circuito chiuso. Ci sono poi casi in cui i detenuti vengono isolati nudi, in violazione di ogni legge, o con biancheria intima di carta, monouso. Talvolta le celle sono prive di finestre e di riscaldamento. Gli spazi sono spesso inadeguati, stretti e poco illuminati.

L’isolamento penitenziario può determinare danni fisici e psichici

Parliamo dell’isolamento penitenziario che può determinare danni fisici e psichici enormi. L’associazione Antigone denuncia che si tratta di un fenomeno preoccupante e negli ultimi anni il ricorso all’isolamento penitenziario è cresciuto in tutta Europa.

Non a caso gli organismi nazionali e internazionali impegnati nella tutela dei diritti umani nei luoghi di privazione della libertà (tra cui il Comitato per la prevenzione della tortura, noto come Cpt) pongono il tema in cima alle loro priorità.

Antigone ha realizzato un manuale sull’argomento

Da tempo Antigone si impegna per fare in modo che l’isolamento sia residuale e che risponda, sempre, a dei requisiti che salvaguardino la dignità della persona. Ora l’associazione ha realizzato anche un manuale al cui interno si trovano una panoramica generale del fenomeno nel quadro europeo, una raccolta di norme e standard internazionali sul tema, e infine una guida pratica rivolta agli organismi impegnati nel monitoraggio degli istituti penitenziari.

Un manuale composto da quattro capitoli. Nel primo si elencano e analizzano brevemente i vari tipi di isolamento a cui ricorrono i sistemi penitenziari dell’Ue. Infatti, non esiste solo l’isolamento come misura disciplinare, ma anche – solo per fare un esempio – come misura di protezione se pensiamo ai detenuti per il loro orientamento sessuale o la loro identità di genere, o in alcuni casi perché soffrono di disturbi comportamentali che rendono difficile la convivenza con il resto della popolazione detenuta.

Una guida pratica per il monitoraggio dell’isolamento penitenziario

Il terzo capitolo del manuale elaborato da Antigone contiene una guida pratica per il monitoraggio dell’isolamento penitenziario, che si rivolge ai Meccanismi nazionali di prevenzione della tortura (Npm). Si tratta di un ruolo – se pensiamo in Italia – ricoperto dal garante nazionale delle persone private della libertà.

La guida presta particolare attenzione al momento della visita in carcere, ma si sofferma anche su ciò che la precede e la segue. Si articola in tre parti (preparazione della visita, realizzazione della visita, follow-up). Al suo interno, come anche negli altri capitoli, vi è una suddivisione in paragrafi corrispondenti ai temi più rilevanti (studio dei registri, ruolo dei medici, colloqui, condizioni materiali, ecc.).

I colloqui con i detenuti sono fondamentali

Fondamentale il colloquio con i detenuti. Da loro è possibile ricavare informazioni sulle condizioni materiali dell’isolamento, sulle informazioni di cui dispone chi è isolato (ad esempio rispetto alla durata del proprio isolamento), sui suoi rapporti con il personale, sui contatti con i familiari e con il difensore, sulle modalità con cui vengono effettuate le visite mediche, sul funzionamento concreto dei meccanismi di ricorso, sulla possibilità concreta, per chi subisce provvedimenti disciplinari, di difendersi in commissione, sull’eventuale presenza di abusi o maltrattamenti, sull’evoluzione della salute mentale e fisica delle persone isolate.

Le condizioni dei materiali dell’isolamento sono spesso molto degradate

Un’ulteriore e frequente criticità su cui ci si sofferma riguarda le condizioni dei materiali dell’isolamento, spesso molto degradate. In particolare si pone l’accento sulla frequenza e la durata dell’accesso all’aria aperta (che dovrebbe essere di almeno un’ora al giorno), sulla presenza di uno spazio esterno, di un tavolo in cella, di una sedia, di un letto, di un bagno, di luce e aria sufficienti; ma anche sulle dimensioni della cella, sulla possibilità di chiamare un membro del personale dall’interno della cella, sull’accesso a libri e giornali, sulla presenza di condizioni alimentari e igieniche non diverse da quelli del resto della popolazione detenuta. Per questo Antigone sottolinea l’importanza del ruolo del personale medico.

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