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Nel pool del Dap “saranno evitate incompatibilità”. Ma per il garante Ciambriello mancano figure “terze”

Dopo il nostro articolo la precisazione del ministero della Giustizia sulla commissione che dovrà occuparsi dei presunti pestaggi. Il garante campano Ciambriello chiede che l’organismo venga integrato
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Dopo l’articolo de Il Dubbio, nel quale è stato fatto notare un potenziale conflitto di interesse che riguarda soprattutto uno dei componenti della commissione istituita dal Dap per occuparsi delle indagini interne relativi ai presunti pestaggi che riguardano diverse carceri, il ministero della Giustizia ci ha risposto portandoci a conoscenza un elemento ulteriore che potrebbe risolvere questa criticità.

Il ministero fa sapere che si organizzeranno sotto-gruppi

I sei componenti – come indicato nel provvedimento di composizione – «potranno operare in appositi sotto-gruppi, tenuto anche conto di eventuali fattori di incompatibilità territoriale». Per questo, il ministero fa sapere che sarà quindi cura direttamente del presidente della Commissione organizzare questi sotto-gruppi anche in modo da evitare “qualsiasi incompatibilità territoriale”. Importante, quindi, l’organizzazione dei sotto gruppi per evitare i potenziali conflitti di interesse.

Ma, secondo il garante regionale della Campania Samuele Ciambriello, fondamentale per aver fatto emergere la mattanza avvenuta nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, nella commissione nata su spinta della guardasigilli mancherebbero figure “terze” capaci di uno sguardo multiplo e riassuntivo, con un profilo non artefatto e un ruolo di osservatori super partes.

Il garante campano ha inviato una lettera alla ministra Cartabia

Sono osservazioni che Ciambriello ha inviato alla ministra Marta Cartabia tramite una lettera, dove sottolinea che la composizione della Commissione, proposta dal Dap, a prima vista, appare monca poiché in essa è assente la «componente sociale e di garanzia».

Il garante regionale osserva che, in particolare, «non sembra adeguata ad assicurare il secondo e terzo punto del suo mandato, vale a dire indagare sui comportamenti del personale e su eventuali condotte illecite, giacché dovrebbe valere anche qui – pur nella massima fiducia nell’istituzione e negli operatori – la massima di Giovenale: Quis custodiet ipsos custodes? (chi sorveglierà i sorveglianti stessi?)».

Il presidente della Commissione Sergio Lari, ex procuratore generale della Corte d’Appello di Caltanissetta, sarà infatti affiancato da Rosalba Casella (ex direttrice del carcere di Sant’Anna di Modena), Giacinto Siciliano (direttore di San Vittore), Francesca Valenzi (dirigente Ufficio detenuti e trattamento del ministero di Giustizia), Luigi Ardini (comandante del carcere romano di Rebibbia), Riccardo Secci (comandante del carcere di Lecce) e Marco Bonfiglioli (dirigente del Provveditorato Emilia Romagna e Marche) che – come ha notiziato Il Dubbio – dispose e coordinò il trasferimento dei detenuti da Modena dopo le rivolte.

Ciambriello: «Sarebbero maggiormente garantiti e gestibili i risultati»

«Vale a dire tutte figure interne all’Amministrazione, la cui obiettività e competenza, ovviamente, non si vuole mettere in discussione, ma – scrive il Garante Ciambriello rivolgendosi alla ministra della Giustizia – certamente la Commissione, e i suoi futuri risultati, sarebbero maggiormente garantiti e gestibili se nella stessa fossero inserite figure professionalmente deputate alla vigilanza sull’esecuzione penale, come Magistrati di sorveglianza e Garanti, nonché figure “terze” (presidenti di associazioni di diritti, Camere penali, ecc.)».

Il garante ricorda che la ministra Cartabia, durante la sua relazione alla Camera sui pestaggi avvenuti il 6 aprile a Santa Maria Capua Vetere, tra le altre cose ha detto che: «Occorre un’indagine ampia, perché si conosca quello che è successo in tutte le carceri, nell’ultimo anno dove la pandemia ha esasperato tutti».

Proprio su questa scia il Garante Ciambriello si augura imparzialità, sensibilità della ministra, affinché si possa arrivare a integrare la commissione «con figure di terzietà capaci di uno sguardo multiplo e riassuntivo, con un profilo non artefatto e un ruolo di osservatori super partes».

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