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Conte avverte: «Se la riforma non cambia per noi è difficile votare la fiducia»

«Sulla giustizia ci sono margini di manovra ristrettissi. Ma io li sto sfruttando tutti e ce la sto mettendo tutta», dice l'ex premier. Che lavora su due "punti fermi": i reati di mafia e corruzione. Per Italia Viva si tratta di un «ricatto inaccettabile» e per Salvini di un «capriccio»
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Sulla riforma del processo penale «in pochi giorni capiremo se le nostre richieste hanno trovato accoglimento o meno. È chiaro che una prospettiva di fiducia alla riforma senza alcune modifiche sarebbe per noi difficile». A dirlo è il capo politico in pectore del M5S Giuseppe Conte nel corso dell’incontro con i deputati pentastellati. E i punti fermi, spiega l’ex premier, sono i reati di mafia e corruzione.

«Sulla riforma della giustizia ci sono margini di manovra ristrettissi. Ma io li sto sfruttando tutti e ce la sto mettendo tutta», fa sapere Conte. «Sto chiedendo una serie di interventi – aggiunge – consapevole che la maggioranza è molto ampia ed esprime ben differenti sensibilità. Ma abbiamo tracciato delle linee e dei punti fermi, insieme, con una squadra di lavoro tecnica, a partire dai reati di mafia, terrorismo e corruzione». Sulla riforma Cartabia c’è un confronto «costruttivo con Draghi, ma ho chiarito che la proposta come originariamente formulata pone problemi serissimi al Movimento», ha detto. «L’attività per la rifondazione del M5S è a tempo pieno, anche per questo non ho corso per un seggio», ha detto ancora.

L’ex premier ha rimarcato anche come la «scuola di formazione sia determinante nel nuovo corso», assicurando che «ci saranno incontri periodici con voi delle varie commissioni» parlamentari. «Quando parlavo di una leadership forte non era per un interesse personale ma per il bene del movimento. C’è necessità di una leadership chiara e forte per interloquire con il governo e ottenere dei risultati», ha spiegato.

Per Teresa Bellanova, capodelegazione di Italia viva al governo, quello di Conte è un «tentativo di ricatto inaccettabile» messo in atto «per tenere sulle corde l’esecutivo». «Prima assicurano il sostegno al Governo Draghi, poi i loro ministri in CdM votano la fiducia sulla riforma, oggi il sedicente leader del Movimento prende parola e sfiducia di fatto i ministri pentastellati con l’ipotesi che in Aula la loro posizione potrebbe essere il voto contrario. Tutto ciò è semplicemente vergognoso!», sottolinea Bellanova. Mentre per il leader della Lega Matteo Salvini si tratta di un «capriccio». «La riforma della giustizia è fondamentale, ma senza cedere ai Bonafede di turno che di danni ne hanno già fatti abbastanza», dice Salvini commentando i passi in avanti da parte del premier Draghi e della ministra della giustizia Cartabia verso il M5S sulla riforma della giustizia. «In queste ore la Lega sta lavorando per risolvere i problemi, spero che tutti stiano facendo lo stesso perché tempo da perdere non ce n’è», conclude il leader del Carroccio.

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