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Da nord a sud in migliaia in piazza contro il green pass

Diverse migliaia di persone in piazza questo pomeriggio in circa 80 città italiane contro quella che definiscono «dittatura sanitaria». Tensioni a Roma
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Diverse migliaia di persone in piazza questo pomeriggio in circa 80 città italiane per manifestare contro il green pass e quella che definiscono «dittatura sanitaria». Proteste non solo nelle grandi città – a Roma in piazza del Popolo, Milano in piazza Fontana, Genova in piazza de Ferrari, Torino in piazza Castello, a Napoli in piazza Dante – e in moltissimi capoluoghi di provincia, ma anche in diversi centri più piccoli come Nizza Monferrato, Saluzzo, Montebelluna, Foligno. «Libertà, libertà» lo slogan urlato ovunque.

A Roma i circa 1500 manifestanti, la maggior parte senza mascherina, hanno scandito «No al green pass» e «libertà». Alcuni hanno sventolato bandiere tricolori. In uno dei cartelli esposti, si legge “No al green pass, sì cure domiciliari”. «Partecipiamo a queste manifestazioni da cittadini, senza i nostri simboli. Spero siano proteste di popolo e che non vengano strumentalizzate», afferma in una nota Luca Marsella, consigliere municipale a Roma di Casapound. Tensioni nel corso della manifestazione quando polizia e carabinieri sono intervenuti disperdendo i manifestanti, che si sono spostati da piazza del Popolo a piazza Mazzini, passando da piazzale Flaminio. A Milano almeno 3.000 persone hanno percorso senza una meta precisa le vie attorno a Piazza del Duomo. Esposto anche uno striscione: «Fuori i Big Pharma dallo Stato. No alle multinazionali», al grido «La pagherete tutta, la pagherete cara».

A Torino, dove già venerdì si era tenuta un’affollata manifestazione, un corteo con lo striscione «Uniti per la libertà di scelta contro ogni discriminazione». A Macerata uno striscione «Green is the new black. No alla segregazione vaccinale». A Bari il corteo si è formato in piazza Ferrarese, dopo un passaparola che nei giorni scorsi si è svolto sui social e nelle chat, poi si è diretto verso piazza della Libertà, dove ha sede la Prefettura. Sono esposti striscioni contro il Governo e le norme anticovid. Vengono urlati slogan come «Libertà», «No green pass» e «Giù le mani dai bambini». La manifestazione si svolge in contemporanea anche in altre città della Puglia, a partire da Lecce.

Oltre un migliaio le persone in piazza a Genova: giovani, famiglie, anziani hanno invaso il quadrilatero di De Ferrari con cartelli e slogan. Qualcuno hai indossato la stella di David gialla sul petto con scritto «non vaccinato». Tra i primi a prendere la parola al megafono, Leonardo Sinigaglia, 22enne genovese, studente di storia: «Non sono il portavoce di nessun movimento. È qualcosa che è montato sui social, rappresentando evidentemente il pensiero di moltissime persone che oggi sono in piazza». Sinigaglia, che non è vaccinato e ha scelto di non farlo perché «la campagna vaccinale è l’ennesimo modo dello Stato di lavarsi la coscienza: continuano ad attribuire la colpa della crisi sanitaria e di quella sociale alle scelte degli individui».

Si è visto anche un cartello con «boycott green pass» scritto in nero sulla bandiera italiana con il simbolo delle SS naziste. Due le manifestazioni organizzate a Firenze. Diverse centinaia di persone che si sono date appuntamento, con un tam tam via social, in piazza della Signoria. Uomini e donne, in prevalenza over 50, tutti, o quasi, senza mascherina, hanno attuato un presidio non autorizzato. Nessun rispetto del distanziamento. I pochi turisti presenti guardano attoniti. L’altra manifestazione è stata quella organizzata dalla rete “R2020” ai giardini pubblici della Fortezza da Basso. Al presidio, autorizzato dalla questura, erano presenti circa 200 persone, anche in questo caso senza mascherina, che si sono raccolte nell’area verde circostante la Fortezza, sedendo in cerchio a terra. Su un piccolo palco allestito in cima alla collinetta dei giardini si sono alternati “oratori” per rappresentare il proprio punto di vista sulle nuove misure e «dare voce a chi nell’informazione a pensiero unico, non ne ha».

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