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L’assessore leghista spara e uccide. Ma per Salvini la colpa è della vittima

Bufera sulle parole del leader leghista che dice: la vittima era già noto alle forze dell'ordine. Intende dire che se l'è cercata?
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Il fatto nudo e crudo è che Massimo Adriatici, avvocato e assessore leghista alla sicurezza del Comune di Voghera ha ucciso, sparando un colpo di pistola, un uomo di 39 anni di nazionalità marocchina, Youns El Boussetaoui. Ventiquattro ore di certo non bastano a dire esattamente quale sia la dinamica precisa dei fatti; intanto l’uomo è agli arresti domiciliari. Certo è che il diavolo ci ha messo proprio un tragico zampino in questa storia: un esponente della Lega – partito che nel 2019 lanciò, dopo avere incassato la riforma proprio sulla legittima difesa, una proposta che puntava a facilitare l’acquisto di armi per la difesa personale – munito di una calibro 22 detenuta regolarmente uccide lo straniero, con precedenti, e rivendica la legittima difesa. Sembra il copione di un film di propaganda leghista, e invece è una drammatica storia di provincia. Tanto per infittire la trama, Adriatici è stato poliziotto con il grado di sovrintendente fino al 2011 e nel 2016 difese, facendolo assolvere per legittima difesa, un cuoco che, durante una colluttazione, aveva sparato a un cliente con un fucile a pompa ferendolo a un braccio. Quello che si sa fino a questo momento è che Adriatici ha sparato colpendo il marocchino vicino al cuore dopo aver ricevuto una spinta, durante una animata discussione, e non risulterebbe che la vittima gli avrebbe lanciato contro una bottiglia di birra. Bottiglia che l’uomo potrebbe aver lanciato, però, nella fasi precedenti quando, come era solito, stava infastidendo delle persone davanti al bar in piazza Meardi. È stato confermato che il marocchino non aveva alcuna arma con sé. Adriatici sostiene di aver esploso il colpo «per sbaglio» mentre cadeva dopo la spinta. Uno dei punti che dovrà chiarire l’inchiesta è perché l’assessore abbia tirato fuori la pistola carica e col colpo in canna. L’ipotesi accusatoria inizialmente è stata quella di omicidio volontario poi trasformata, dopo aver ascoltato alcuni testimoni, in quella dell’eccesso colposo di legittima difesa. Adriatici comunque resterà ai domiciliari almeno fino all’udienza di convalida dell’arresto, che si potrebbe tenere tra oggi e domani. Sono numerose le reazioni politiche sull’accaduto. In primis quella del leader della Lega che in un video, dove dimentica (?) di dire che Adriatici è assessore leghista, prende le difese dell’uomo: «Altro che far west a Voghera, si fa strada l’ipotesi della legittima difesa. Aspettiamo la ricostruzione dei fatti, non ci sono cittadini che con il legittimo possesso delle armi vanno in giro a sparare, a fronte di una aggressione come estrema ratio ovviamente la difesa è sempre legittima».

Gli ha risposto a distanza tra le fila del Pd il senatore Roberto Rampi: «Trovo incredibile che un collega senatore, che rappresenta una delle principali forze politiche e di governo di uno dei principali paesi europei, spenda tante parole per provare a giustificare qualcosa che è ingiustificabile. Sui profili penali deciderà chi di dovere. Ma non esiste un motivo men che meno legittimo per uccidere una persona. E perché non accada basta non girare armati». Rincara la dose Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera: «Giusto attendere gli accertamenti. Ma parlare di legittima difesa per uno che spara e uccide dopo uno spintone, da un punto di vista giuridico è una emerita bestialità».

Giuseppe Brescia, presidente grillino della commissione Affari Costituzionali della Camera: «Al di là delle dinamiche e del regolare porto d’armi, penso sia inconcepibile che un uomo delle istituzioni possa andare in giro con un’arma e sostituirsi alle forze dell’ordine. Davvero per la Lega la risposta alla criminalità può essere quella di mettere una pistola nella tasca di ogni cittadino per farsi giustizia da sé? Io la ritengo un’involuzione disumana. E se fosse stato l’uomo di origine straniera a sparare? Sappiamo bene quale sarebbe stato il garantismo salviniano!». Per Giuseppe Carbone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Voghera, Adriatici è « una persona di tutto rispetto e grande professionalità. Sono frastornato». Il sindaco di Voghera Paola Garlaschelli ha aggiunto: «Attualmente non conosciamo la dinamica dei fatti, restiamo in attesa di avere maggiori informazioni e confidiamo nell’operato della magistratura. Nel frattempo l’assessore ci ha comunicato la sua autosospensione sino all’esito del giudizio che lo vede indagato». Per il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni « il solo pensiero che un cittadino vada in giro per la città armato è terrificante. Il fatto poi che in questo caso si parli di un rappresentante delle Istituzioni va oltre ogni più tetra immaginazione». Per Eleonora Evi e Angelo bonelli, co-portavoce nazionali di Europa Verde, «questo episodio, accanto ad altri di altrettanta gravità, come la sparatoria avvenuta in un pub di Taranto che ha causato 10 feriti, devono indurci a condannare, senza se e senza ma, quella ‘giustizia fai da te’ che annulla il senso di comunità e di Stato di Diritto e a ripensare radicalmente le regole sul possesso di armi da parte della popolazione civile».

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