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È morto Libero De Rienzo, l’attore napoletano di “Santa Maradona”

Stroncato da un infarto a soli 44 anni. Nel 2002 aveva vinto il David di Donatello come miglior attore non protagonista
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È morto a Roma a 44 anni l’attore napoletano Libero De Rienzo. Il suo corpo senza vita è stato trovato ieri sera intorno alle 20 in un appartamento in zona Madonna del Riposo, e ora la procura di Roma ha aperto un fascicolo per stabilire le cause della morte.  A rinvenire il corpo, su cui stata disposta l’autopsia è stato un amico, preoccupato perché non aveva sue notizie da qualche giorno.

Nato a Napoli nel 1977, De Rienzo era diventato noto al grande pubblico con la sua interpretazione in “Santa Maradona”, al fianco di Stefano Accorsi, per la quale aveva vinto il David di Donatello nel 2002 come miglior attore non protagonista. Era stato ancora candidato al premio nel 2010 per “Fortapasc” di Marco Risi, nel quale aveva interpretato il giornalista assassinato dalla Camorra Giancarlo Siani, e nel 2014 per “Smetto quando voglio”.

De Rienzo si era appassionato al mondo del cinema seguendo la carriera del padre, Fiore De Rienzo, aiuto regista di Citto Maselli. Oltre ad essere attore si è cimentato anche come sceneggiatore e regista nella pellicola «Sangue – La morte non esiste» con cui ottiene diversi riconoscimenti. Ha lavorato in alcune produzioni televisive, tra cui il film tv «Più leggero non basta» (1998), regia di Elisabetta Lodoli, e le miniserie tv «Nassiriya – Per non dimenticare» (2007), regia di Michele Soavi, e «Aldo Moro – Il presidente» (2008), regia di Gianluca Maria Tavarelli. Nel 2009 è tornato sul grande schermo con il film Fortapasc, regia di Marco Risi, dove ricopriva il ruolo di Giancarlo Siani, il giornalista de Il Mattino ucciso nel 1985 dalla camorra. Per tale interpretazione ha ricevuto una candidatura al David di Donatello come attore protagonista. Nel 2011 recita in «La kryptonite nella borsa» di Ivan Cotroneo. Nel 2014 è tra i protagonisti di «Smetto quando voglio», commedia diretta da Sydney Sibilia sulla vicenda di una banda di giovani laureati che si improvvisano spacciatori e per la quale riceve un’altra candidatura al David di Donatello come miglior attore non protagonista.

«La notizia della morte improvvisa di Libero De Rienzo è terribile e ci lascia tutti senza parole. Perdiamo un giovane talento, un protagonista del cinema italiano che già aveva visto riconosciuta la sua arte con la doppia vittoria del David di Donatello nel 2002 e nel 2006. Il mondo della cultura italiana si stringe con affetto e cordoglio alla sua famiglia, ai suoi piccoli figli, alla moglie e a tutte le persone che lo hanno amato, stimato e apprezzato», scrive Dario Franceschini, Ministro della Cultura. «La morte di Libero è un dolore immenso, un fulmine a ciel sereno, sia per me che per mia figlia Viola (Violante Pacido, ndr) che ha la sua stessa età. Sono molto amico di Fiore, suo padre, quando nacque mia figlia mi chiamò per farmi gli auguri. Era un vero talento per il cinema, la sua morte lascia dentro di me un vuoto immenso», è il messaggio di cordoglio di Michele Placido. «Lo vedevo spesso arrivare con suo padre, l’ho visto crescere e debuttare giovanissimo – racconta – era molto timido. Era un grande attore e sceneggiatore e sarebbe stato anche un ottimo regista. Assieme abbiamo fatto una decina di film tra cui: “Il sequestro Soffiantini” per la regia di Riccardo Milani la miniserie su Aldo Moro e “Il Venditore di Donne” di Fabio Resinaro. Viola è sconvolta, erano amici e si vedevano spesso. Non è giusto, era ancora un bambino», conclude Placido.

 

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