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«Messina Denaro era in via D’Amelio»: ora la procura di Caltanissetta vuole vederci chiaro

Dopo l’esclusiva de Il Dubbio sulla presenza di Messina Denaro in Via D’Amelio i magistrati nisseni hanno deciso di riascoltare le intercettazioni di Riina
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La Procura di Caltanissetta, dopo l’esclusiva de Il Dubbio sulla presenza del superlatitante Matteo Messina Denaro in Via D’Amelio, sta svolgendo alcuni accertamenti. Ricordiamo che Il Dubbio ha scartabellato attentamente tutte le intercettazioni di Totò Riina avvenute nel 2013 durante la permanenza in regime di 41 bis in carcere. Lo indica come “quello della luce”, perché si interessava del mercato e gli appalti sull’eolico.

Per Totò Riina è “quello della luce”

Durante i colloqui del 6 agosto 2013, l’ex capo dei capi afferma chiaramente: «Minchia, cinquantasette giorni (i giorni che passano dalla strage di Capaci a quella di Via D’Amelio, ndr). Minchia, la notizia l’hanno trovata là, da dentro l’hanno sentita dire che domenica deve andare (Borsellino, ndr) da sua madre, deve venire da sua madre. Gli ho detto: allora preparati, aspettiamolo lì. A quello della luce… anche perché … sistemati, devono essere tutte le cose pronte. Tutte, tutte, logicamente si sono fatti trovare pronti. Gli ho detto: se serve mettigli qualche cento chili in più».

I magistrati nisseni riascolteranno il file audio originale

Una frase “spezzata”, dicono dalla procura di Caltanissetta, su cui verranno eseguiti degli accertamenti, tra cui il riascolto del file originale, anche per valutare la corrispondenza tra quanto detto, in siciliano, dal capo dei corleonesi e il testo riportato nelle trascrizioni.In ogni caso, chiariscono dalla procura, qualsiasi sia l’esito, cambierebbe poco dal punto di vista processuale, visto e considerato che il latitante Matteo Messina Denaro, lo scorso anno, è stato condannato all’ergastolo dal Tribunale di Caltanissetta come mandante delle Stragi del ’92 di Capaci e via D’Amelio.

E restano gli omissis su “quello che venne dall’Albania”

Ci auguriamo, però, che venga riascoltato anche il file audio originale dove Totò Riina indica anche un altro uomo che potrebbe aver preparato l’attentato insieme a Messina Denaro e gli altri già condannati, forse imbottendo di tritolo la Fiat 126: ma in quelle intercettazioni c’è un omissis proprio in quella parte. «Quello che venne solo dall’Albania…vallo a trovare un esperto come questo», ha detto Totò Riina.

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