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Violenze in carcere a S.M. Capua Vetere, secondo l’accusa ci fu un tentativo di modificare i video

La ministra Cartabia ha chiamato il presidente dell'Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, dopo la pubblicazione dei dati personali degli indagati
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Tra gli episodi di depistaggio emersi nell’indagine sulle violenze nei confronti dei detenuti commesse dagli agenti della Penitenziaria al carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), secondo l’accusa ci fu anche il tentativo di modificare i video delle telecamere interne per falsare la rappresentazione della realtà del 6 aprile 2020, giorno dei violenti pestaggi.

Intanto la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, ha avuto una telefonata con il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, dopo la pubblicazione, su testate locali, di dati personali di tuti gli indagati per i fatti di Santa Maria Capua Vetere. Lo si apprende da fonti di via Arenula. I vertici del Dap, Bernardo Petralia e Roberto Tartaglia, preannunciano inoltre  un esposto al Garante della privacy e hanno già manifestato la propria preoccupazione per questi eccessi mediatici, in una telefonata con i Prefetti di Napoli e Caserta.

Benzina sul fuoco è stata messa dal ritrovamento su un cavalcavia a Roma di uno striscione, “52 mele marce? Abbattiamo l’albero!”, con il simbolo di un movimento anarchico, in riferimento ai 52 agenti sospesi dopo i fatti di S.M Capua Vetere. Lo striscione, secondo quanto si è appreso, è stato poi successivamente rimosso.

“Lo striscione apparso a Roma è la prima grave conseguenza della campagna denigratoria di questi giorni contro il Corpo della Polizia penitenziaria, a cui va la mia totale solidarietà – commenta il coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli – Questa rappresaglia mediatica contro gli agenti penitenziari rischia di generare pericoli anche per la tenuta del sistema carceri, dove sono proprio loro a garantire la legalità e la sicurezza, nonostante la grave e permanente carenza di organico e l’assenza di strumenti utili alla difesa come il taser».

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