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Caos AstraZeneca, Burioni: «Incredibile il silenzio dell’azienda»

Si attende il parere del Cts sulla somministrazione agli under 60, mentre si apre la possibilità della seconda dose con Pfizer. E intanto le Regioni vanno in ordine sparso
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«Un’azienda che nel 2019 ha fatto 3,144 miliardi di dollari di utile (AstraZeneca) assiste incredibilmente inerte alla polverizzazione della propria reputazione. Potremmo fregarcene se non fosse un problema per la sanità pubblica. Invece non possiamo permetterlo. La politica deve agire». Il virologo Roberto Burioni interviene così su Twitter «riguardo all’incredibile silenzio di AstraZeneca sulla sicurezza del suo vaccino» Covid-19, osservando che «talvolta le priorità di una immensa multinazionale non coincidono con quelle della sanità pubblica. È compito della politica ripristinare questa necessaria coincidenza con adeguati provvedimenti», esorta il docente dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Lo scienziato ribadisce la necessità di aderire alla vaccinazione anti-Covid con fiducia. Commentando in un altro tweet un post del presidente americano Joe Biden – «I vaccini Covid-19 sono gratuiti. Fatevi vaccinare, gente» – Burioni twitta «anche da noi. Salvano la vita, sono sicuri e gratuiti. Vaccinatevi anche se alcuni inetti vi stanno spaventando».

«Proprio in queste ore c’è una discussione in corso nel Cts. L’Ema ha raccomandato che l’uso di Astrazeneca durante le campagna di vaccinazione a livello nazionale tenesse conto della situazione pandemica e della disponibilità dei vaccini nelle singole nazioni. Il 7 aprile 2021 il ministero della Salute, mediante una circolare oggi vigente, ha raccomandato un uso preferenziale di questo vaccino nelle persone di età superiore a 60 anni sulla base delle attuali evidenze e tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte dell’elevata mortalità di Covid-19 nelle fasce di età più avanzate», ha spiegato ieri il ministro della Salute, Roberto Speranza, durante il Question time al Senato rispondendo all’interrogazione sulla realizzazione di Open-day per la somministrazione del vaccino Astrazeneca dedicati ai soggetti giovani. «A fine aprile – ricorda – l’Ema ha concluso una ulteriore valutazione analizzando i benefici e rischi del vaccino nelle diverse fasce di età e in diversi scenari epidemiologici. L’esito ha dimostrato che i benefici della vaccinazione aumentano con l’aumento dell’età e del livello di circolazione del virus. Tali dati sono stati valutati dall’Aifa ed è stato ribadito che il profilo beneficio-rischio risulta progressivamente più favorevole all’aumentare dell’età. L’effetto è tanto più marcato in una condizione di diminuita incidenza dell’infezione. L’Italia nelle ultime settimane è passata ora a un livello di circolazione basso. Queste valutazioni saranno sicuramente considerate nel prossimo parere del Cts».

La morte di Camilla Canepa, la 18enne ligure colpita da trombosi dopo la somministrazione di una dose di AstraZeneca il 25 maggio, ha allarmato il Cts che a breve dovrebbe fornire un nuovo parere sull’uso del vaccino anglo svedese per i giovani, attualmente “raccomandato” per gli over 60. Il Comitato tecnico scientifico potrebbe decidere di sconsigliare il farmaco al di sotto dei 50 anni. E mentre i tecnici ragionano sul da farsi, le Regioni ricominciano ad andare in ordine sparso. Come la Liguria che ha deciso di sospendere un lotto di AstraZeneca «fino a nuova indicazione». E se il Lazio decide di proseguire con gli open day del vaccino incriminato, la Campania sceglie di sospenderli momentanemanete, mentre Veneto, Friuli e Sardegna hanno preferito non proporre alcun AstraDay.

«Il tasso di segnalazione delle trombosi venose intracraniche e in sede atipica in soggetti vaccinati con Vaxzevria è in linea con quanto osservato a livello europeo (1 caso ogni 100.000 prime dosi somministrate, nessun caso dopo seconda dose), prevalentemente in persone con meno di 60 anni», si legge nel quinto Rapporto di Farmacovigilanza sui Vaccini Covid-19 dell’Aifa. I dati raccolti e analizzati riguardano le segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza tra il 27 dicembre 2020 e il 26 maggio 2021 per i quattro vaccini in uso nella campagna vaccinale in corso.

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