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Spagna, il governo verso l’indulto per i 12 indipendentisti in carcere

Il provvedimento verrà approvato tra fine giugno e inizio luglio
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Il governo spagnolo sembra orientato a concedere l’indulto ai 12 indipendentisti catalani in carcere per il referendum illegale del primo ottobre 2017 alla fine di giugno o all’inizio di luglio. Secondo quanto riferito dal quotidiano “El Pais” che ha consultato varie fonti governative, il testo sarà approvato quando il ministero della Giustizia e la squadra più vicina al primo ministro, Pedro Sanchez, avrà concluso un lavoro molto delicato in modo da scongiurare qualsiasi «rovesciamento» da parte della Corte suprema che sarebbe «devastante» per l’esecutivo. Sanchez e vari ministri hanno evidenziato in diverse occasioni l’utilità di questo strumento per l’interesse generale in quanto può aiutare a risolvere il conflitto in Catalogna.
Secondo «El Pais», come formula per rafforzare gli argomenti legali, l’indulto ai 12 leader pro indipendenza avrà diverse limitazioni: saranno condizionati e reversibili. Se il beneficiario cadranno in recidiva, in un periodo che può essere di circa tre anni, l’indulto sarà annullato. È una formula abituale, ma in questo caso ha un valore politico e giuridico speciale perché l’opposizione e la stessa Corte Suprema sostengono che questa misura non può essere concessa a coloro che non non si sono pentiti, ma hanno affermato che «lo farebbero di nuovo».
Il Consiglio dei ministri che approverà questo provvedimento e segnerà una svolta nella legislatura si terrà alla fine del prossimo mese o all’inizio di luglio, secondo diverse fonti governative.
Un’équipe guidata da Juan Carlos Campo, ministro della Giustizia, esperto di grazie e con diverse analisi accademiche in materia, supportata dalla prima vicepresidenza, nelle mani di Carmen Calvo, e del segretario generale della Presidenza, Félix Bolaños, sta cercando ogni tipo di precedente e argomento incentrati sulla giustizia, sull’equità e soprattutto sul concetto di “pubblica utilità”: cioè, che il perdono sia positivo per l’interesse generale perché può aiutare a risolvere il conflitto in Catalogna. Il testo sarà guardato con una lente d’ingrandimento per evitare quanto accaduto nel 2013, quando la Terza Camera ha annullato la grazia concessa dal Pp a un autista condannato a 13 anni di carcere per aver ucciso un giovane in un incidente a Valencia.

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