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Giustizia al Sud, Gratteri: “Altro che Commissione, le buone prassi potremmo insegnarle noi”

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Al procuratore capo di Catanzaro non piace affatto la commissione interministeriale per la giustizia nel Mezzogiorno istituita dalle ministre Cartabia e Carfagna
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Non piace al procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, come agli altri magistrati del Sud, l’istituzione di una commissione per l’insegnamento delle «buone prassi» giudiziarie ai magistrati impegnati nelle regioni del Mezzogiorno. «A noi è dispiaciuta già l’idea di quella commissione, di chi ha ideato una commissione di due ministeri, Giustizia e Sud, di spiegare agli uffici del Sud le buone prassi. Ma vi sembra normale?», ha detto Gratteri a margine dell’inaugurazione dell’aula bunker di Lamezia Terme (Cz), commentando con i giornalisti l’istituzione, da parte del ministro della Giustizia, Marta Cartabia e del ministro del Sud, Mara Carfagna, della commissione interministeriale per la giustizia nel Sud.

«Se lo stesso ministero della Giustizia – ha aggiunto Gratteri – dice che il distretto di Catanzaro è l’unico distretto in Italia che durante il periodo Covid ha smaltito il 110% dei fascicoli! Siamo l’unico distretto con segno positivo e ora si sente l’esigenza di creare una struttura per spiegare le buone prassi? Ma quali sarebbero le buone prassi? Voi pensate di poter sovrapporre un qualsiasi tribunale del nord con i carichi e col tipo di mafie che ci sono in Sicilia, in Calabria, in Basilicata o in Puglia? E chi dovrebbe insegnare a noi come si organizza un ufficio, nel momento in cui – ha ricordato il procuratore di Catanzaro – in quattro mesi e mezzo siamo riusciti a fare quest’opera, nel momento in cui siamo partiti da un convento del’400, abbandonato e chiuso da 10 anni, i cui lavori sono stati eseguiti dalla Sovrintendenza alle Belle Arti per riportarlo alla bellezza del ’400 e in quattro anni, tra pochi mesi, a fine anno, avremo una nuova Procura di 6000 metri quadri».

Secondo Gratteri tutto questo «è una dimostrazione di capacità organizzativa da parte dei vertici degli uffici giudiziari del distretto di Catanzaro. Non dico io, io sono l’ultimo bullone del carro, però se nel distretto di Catanzaro si è in grado di fare queste cose, forse le buone prassi le dovremmo insegnare noi, con un po’ di modestia, e non altri che non so cosa hanno fatto nella vita possono venire a spiegarci come si organizza un ufficio. Il giorno in cui mi sono insediato c’erano 16 anni di fascicoli arretrati di fascicoli e adesso marciamo con ciò che arriva, con l’attualità. Forse – ha concluso il procuratore della Repubblica di Catanzaro – siamo in grado di organizzare un ufficio, siamo in grado di spiegare come si organizza un ufficio».

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