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Covid, 93 morti: la prima volta sotto quota 100 da ottobre

Con questi numeri del Covid i riflettori politici sono puntati sulla cabina di regia di domani, quando si confronteranno le varie anime del governo
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5753 nuovi casi e 93 morti: sono questi i dati dell’ultimo bollettino del ministero della Salute sulla pandemia Covid. Numeri sicuramente incoraggianti che ci riportano a  sette mesi fa, allo scorso ottobre, quando i morti furono 89. L’indice di positività sale al 2,8% dal 2,2% di ieri. Sono invece 9.603 le persone guarite, per un totale di 3.706.084 di persone. Calano i ricoveri: 26 in meno nelle terapie intensive (1.779 sono le persone attualmente in rianimazione), 359 in meno nei reparti ordinari (12.134 le persone ricoverate con sintomi).

Con questi numeri del Covid i riflettori politici sono puntati sulla cabina di regia di domani, quando si confronteranno le varie anime che compongono il governo guidato da Mario Draghi. Da una parte la Lega che insiste sulle riaperture. «L’Italia ha dati sanitari confortanti »che ci permettono di chiedere, a nome di migliaia di sindaci e di tutte le Regioni, il ritorno al lavoro, alla libertà e alla vita«, dice Matteo Salvini. Per il leader si deve prevedere la «riapertura di bar e ristoranti al chiuso almeno al 50%, un programma di cancellazione del coprifuoco da qui ai prossimi giorni, via libera a palestre e piscine al chiuso». Il ministro leghista del Turismo, Massimo Garavaglia, a dire che il coprifuoco «ha i giorni contati». L’obiettivo del Carroccio è il 2 giugno, la festa della Repubblica.

Sul fronte opposto c’è il ministro della Salute, Roberto Speranza, che rivendica il suo operato e continua a chiedere cautela. «Le aperture che facciamo devono essere ponderate fino in fondo perché non vogliamo mai tornare indietro», anche se si dice «ottimista per la stagione che si apre». La line Speranza è condivisa dal segretario del Pd, Enrico Letta: «Si riapre in sicurezza perché c’è stato chi, e noi tra questi, ha scelto la responsabilità. Fosse stato per altri avremmo sbracato»

Al momento l’ipotesi più più probabile sulla decisione che dovrebbe uscire dalla cabina  di regia è quella di uno slittamento del coprifuoco almeno fino alle 23. Intanto l’importanza dell’indice Rt, parametro bussola per stabilire i colori delle Regioni negli ultimi mesi, verrà ridimensionata. Resta ma non sarà più quello determinante e verrà equiparato agli altri 21 (che dovrebbero diventare poco più di una decina). Una decisione caldeggiata dai presidenti di Regione. Soddisfazione anche per  l’ok ai test salivari, che potranno essere utilizzati come alternativa ai tamponi oro/nasofaringei per l’identificazione dell’infezione preferibilmente entro i primi cinque giorni dall’inizio dei sintomi. Una metodologia efficace che sarà molto utile, soprattutto, per lascuola.

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