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«Separazione delle carriere? Avere due Csm non risolve il problema»

La responsabile Giustizia del Pd Anna Rossomando: «La riforma della Giustizia si farà prima del Referendum». Domani il vertice su processo penale e prescrizione convocato da Marta Cartabia
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«Prima dell’apertura della sessione di bilancio dobbiamo approvare le riforme su penale e civile in entrambi i rami del Parlamento, altrimenti perdiamo i soldi del Recovery. E la riforma del Csm, anche alla luce del caso Amara e prima ancora del caso Palamara, non è rinviabile». Alla vigilia del vertice su processo penale e prescrizione, convocato da Marta Cartabia per domani, la responsabile Giustizia del Pd Anna Rossomando fa il punto sulle riforme in un’intervista all’Huffington. E a proposito dell’iniziativa referendaria sulla Giustizia lanciata dal leader della Lega Matteo Salvini insieme ai Radicali fa sapere: «C’è una discussione in Parlamento, ci sarà un voto prima dell’estate e Salvini invece passeggia per le strade. Si deve fidare di più dei suoi parlamentari».

La prossima settimana sarà una settimana cruciale per le riforme in materia di giustizia. Il Governo presenterà i suoi emendamenti al ddl sul processo civile al Senato, mentre, in via Arenula, si inizierà a trarre le fila anche sulla riforma del processo penale: al ministero della Giustizia, infatti, domani si incontreranno i capigruppo di maggioranza in Commissione Giustizia della Camera, la ministra Cartabia e i tecnici della commissione, presieduta dal presidente emerito della Corte Costituzionale Giorgio Lattanzi, costituita proprio per esaminare le soluzioni possibili sui temi della giustizia penale, tra cui il tanto dibattuto “nodo” della prescrizione.

Una riunione per fare il punto sulla base degli emendamenti – oltre 700 – presentati alla Camera dalle forze politiche al ddl Bonafede, e delle conclusioni del lavoro, che saranno illustrate in quella sede, della commissione ministeriale. Un confronto, dunque, che rappresenta il primo passo verso quella sintesi che, successivamente, sarà fatta dalla Guardasigilli per la presentazione dei suoi emendamenti alla riforma che era stata approvata dal governo Conte. Nel frattempo il leader della Lega Matteo Salvini torna a sottolineare che «sulla giustizia, se i partiti non troveranno un accordo in Parlamento su riforme necessarie e urgenti, saranno i cittadini a farlo, tramite referendum».

«La nostra linea è nelle proposte che presentiamo in Parlamento, i tempi del referendum sono lunghi, le riforme arriveranno prima», garantisce invece Rossomando, bollando l’iniziativa di Salvini come «propaganda». La responsabile dem presenta quindi le proposte del Pd su civile e penale e riforma del Csm. Su quest’ultimo punto, che non rientra nel pacchetto Recovery, il «Pd ha proposte chiare», sottolinea Rossomando. «I magistrati – spiega – non devono giudicare sé stessi quindi proponiamo un’Alta Corte almeno per il giudizio d’appello sul disciplinare; competente per tutte le magistrature non solo per quella ordinaria ma anche amministrativa e contabile. Quello che possiamo invece portare subito nella riforma del Csm in discussione alla Camera riguarda innanzitutto lo stop alle nomine a pacchetto. Nomine che invece devono essere fatte in ordine cronologico e decise almeno due mesi prima della scadenza, perché la modifica della legge elettorale del Csm è solo uno degli aspetti e non il più rilevante e incisivo». E la separazione delle carriere? «Personalmente non credo che avere due Csm al posto di uno risolva il tema della sovraesposizione delle procure, che esiste», replica Rossomando.

 

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