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Caso Fedez-Rai, il direttore di Rete Franco di Mare: «Siamo vittime di manipolazione»

Franco Di Mare, direttore di Rai3, si difende in audizione in commissione di Vigilanza sul caso Concertone: «Nessuna censura. La Rai non ha chiesto nulla, è falso dire il contrario»
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«La Rai non ha chiesto nulla, è falso dire il contrario», nessuno in Rai ha chiesto preventivamente il testo a Fedez. Quella operata dall’artista è stata «una manipolazione», che poi ha subito visto «tutti correre dietro», tutti «vittime di una menzogna» e senza che sia stata fatta una minima verifica. Si difende così Franco Di Mare, direttore di Rai3, in audizione in commissione di Vigilanza sul caso Concertone.

Di Mare ha quindi consegnato alla commissione la trascrizione integrale della telefonata ed evidenzia che quanto reso pubblico invece da Fedez era incompleto, ovvero l’artista «ha tagliato» alcuni passaggi, «specie quelli in cui la Capitani dice che la Rai non opera alcuna censura e lascia invece solo la parte in cui dice “io non lo ritengo opportuno in questo contesto”. L’intervista viene montata spostando domande e risposte, inserendo domande dove non ci sono e così l’intervista assume un tono completamente diverso rispetto a quello finora pubblico. Quello pubblicato da Fedez non è neanche un riassunto, è una manipolazione». Il direttore di Rai3 ha quindi citato la definizione di manipolazione che fanno il Devoto Oli e la Treccani, e cioè macchinazione, imbroglio, più comunemente rielaborazione tendenziosa della realtà.

«Siamo finiti sui siti internazionali, perfino a Singapore, è un imbroglio, una manipolazione», ha commentato Di Mare, aggiungendo che «in alcuni Paesi la manipolazione è un reato penale..». La narrazione di quella giornata «è stata falsata», ha detto ancora Di Mare. E «tutti corrono in soccorso del cantante che urla a una censura inesistente, che nessuno aveva mai fatto. E purtroppo nessuno si prende il tempo per una verifica attenta. Ma tutti vittime di una menzogna, nella migliore delle ipotesi vittime di una verità aggiustata e che diventa verità per tutti per 48 ore. Noi, Rai, veniamo crocifissi e condannati prima ancora che Fedez salga sul palco…Ma si può rimediare a questo, dopo che siamo finiti sui siti di mezzo mondo? Mi auguro di sì ma non mi illudo perché il danno è gigantesco, la bugia corre più veloce della verità. Chi pagherà per questo? Ilaria Capitani e gli altri sia spettano delle scuse che sono certo non arriveranno mai. Come si fa a cadere nella rete della manipolazione?». L’auspicio del direttore di Rai3 è che «da questa storia di falsità venga fuori un insegnamento, qualcosa di positivo».

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