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Il Dap contro il medico il Parma che lanciò l’allarme Covid, intervengono Garante locale e penalisti

Carcere di Parma
La Camera penale di Parma e il Garante Roberto Cavalieri «esprimono solidarietà» al responsabile sanitario del carcere di cui il Dap ha chiesto la rimozione: «Grazie alla sua iniziativa garantita l'incolumità di detenuti e personale»
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«Il Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure limitative della libertà personale del Comune di Parma e la Camera Penale di Parma hanno appreso con stupore quanto comunicato dall’articolo del quotidiano Il Dubbio di ieri (edizione del 22 aprile, ndr), secondo il quale il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria avrebbe rivolto alla Direzione generale dell’AUSL di Parma la richiesta di rimuovere l’attuale responsabile dell’U.O. Sanità penitenziaria presso gli Istituti penitenziari di Parma». Il Garante locale dei detenuti Roberto Cavalieri e il presidente della Camera Penale di Parma, Daniele Carra, intervengono con una nota congiunta sul caso di Choroma Faissal, responsabile sanitario del carcere, finito nel mirino del Dap.

Secondo quanto appreso dal Dubbio, al medico si contesta di aver  informato le autorità esterne, dai garanti al tribunale di sorveglianza, del focolaio di Covid esploso  all’interno dell’istituto penitenziario di Parma nel reparto 41bis. Ma soprattutto di aver messo in guardia delle possibili complicazioni per i detenuti che hanno gravi patologie pregresse. Di qui la richiesta di rimozione. «Non si comprende come tale azione, effettivamente avvenuta, possa aver comportato criticità per il sistema penitenziario e la sicurezza dell’Istituto. Al contrario, è stata proprio l’iniziativa del medico responsabile a consentire alla Comunità esterna di collaborare con l’Istituto penitenziario con azioni che hanno garantito l’incolumità di tutti gli operatori e dei detenuti, e che hanno permesso una corretta informazione alle famiglie dei reclusi, rendendo il carcere un sistema capace di gestire una situazione potenzialmente molto pericolosa», commentano Cavalieri e Carra.

«Il risultato di quanto avvenuto, e ora interpretato dall’Amministrazione penitenziaria come fatto meritevole di provvedimenti, è che il focolaio Covid nel carcere di Parma è in rapida riduzione nel numero di casi, sia tra gli agenti della Polizia Penitenziaria che tra i detenuti. È quindi necessario dirigere un messaggio di forte solidarietà non solo al medico responsabile dell’U.O. Sanità penitenziaria presso il carcere di Parma, ma anche all’azienda AUSL di Parma e alla sanità regionale che hanno saputo affrontare l’emergenza Covid in modo esemplare, unitamente al personale della Polizia penitenziaria e ai dirigenti del carcere», conclude la nota.

 

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