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Riconoscimento facciale: altolà dell’Ue

Lo stop dell'Unione europea all'uso massiccio delle tecnologie biometriche
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L’Ue non diventerà come la Cina, dove i sistemi di riconoscimento facciale, o di identificazione biometrica in remoto, vengono utilizzati su scala massiccia per controllare la popolazione. Nella proposta di regolamento sull’intelligenza artificiale presentata oggi dalla Commissione Europea, tutti i sistemi di identificazione biometrica in remoto vengono considerati “ad alto rischio” e sono pertanto soggetti a severa regolamentazione. L’uso di questi sistemi in luoghi accessibili al pubblico a fini di applicazione della legge è proibito, in linea di principio.

Sono previste limitate eccezioni, che vengono strettamente regolate, per esempio per la ricerca di bambini scomparsi, per prevenire una minaccia terroristica “specifica ed imminente”, o per localizzare o identificare o perseguire un sospetto autore di un reato grave. Questo utilizzo delle tecniche di riconoscimento biometrico in remoto deve essere autorizzato dall’autorità giudiziaria, o da un’altra istituzione indipendente, e deve avere limiti appropriati nel tempo, nello spazio e per i database utilizzati.

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