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«Navalny sta morendo, è questione di giorni». L’allarme della portavoce

L'oppositore russo è in sciopero della fame dal 31 marzo dopo che gli è stata negata la visita in carcere del suo medico per ottenere un trattamento appropriato per dolori alla schiena nonché intorpidimento a gambe e mani
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«Alexei Navalny sta morendo. Nelle sue condizioni, è questione di giorni». A lanciare l’allarme è la portavoce dell’oppositore russo, Kira Yarmysh. Mentre un gruppo di quattro medici – fra cui quello personale di Navalny, Anastasia Vasilyeva, e un cardiologo – sottolineano che rischia un arresto cardiaco «in qualunque momento» e chiedono di poterlo vedere in carcere.

Il punto, spiegano, è che il potassio nel sangue ha raggiunto «livelli critici», il che implica funzioni renali compromesse, sia che «problemi di ritmo cardiaco potrebbero avvenire in qualunque momento». Poche ore prima dell’appello Navalny, che è in sciopero della fame dal 31 marzo, aveva raccontato su Instagram di essere stato minacciato dal personale carcerario dell’imposizione di un’alimentazione forzata usando «la camicia di forza e altri piaceri». L’oppositore numero uno di Vladimir Putin, le cui condizioni sono ancora provate dopo l’avvelenamento per il quale accusa il Cremlino, chiede da tempo la visita in carcere del suo medico per ottenere un trattamento appropriato per dolori alla schiena nonché intorpidimento a gambe e mani. Ma dal momento che continua a essergli negato ha avviato il digiuno.

Secondo Navalny, la sua richiesta viene respinta perché le autorità temono che dalla visita da un medico civile «potrebbe emergere che la perdita di sensibilità agli arti possa essere dovuta ad avvelenamento». Intanto venerdì la procura di Mosca ha annunciato di avere chiesto al tribunale di dichiarare il Fondo anti-corruzione di Navalny un gruppo estremista. Una denominazione che potrebbe portare gli organizzatori delle attività del gruppo a pene fino a 10 anni di detenzione. L’accusa, per la procura, è che «gli obiettivi delle loro azioni sono di creare le condizioni per cambiare l’ordine costituzionale, anche usando uno scenario di rivoluzione colorata», espressione con cui si indicano le rivolte popolari.

Navalny, arrestato il 17 gennaio al suo ritorno in Russia dalla Germania dove si è fatto curare per cinque mesi a seguito dell’avvelenamento, sta scontando in una colonia penale nella città di Pokrov, circa 100 chilometri a est di Mosca, nota per le sue condizioni molto dure, una condanna a due anni e mezzo per accuse di appropriazione indebita, un caso che secondo Navalny è politicamente motivato. L’arresto del blogger e politico noto per le sue campagne anti-corruzione ha scatenato una massiccia ondata di proteste in tutta la Russia, la più grande dimostrazione di sfida al potere da anni.  Interrogato sul peggioramento delle condizioni di Navalny, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha detto ai giornalisti: «È totalmente ingiusto e totalmente inappropriato. Sulla base di avere avuto un avvelenamento e poi su uno sciopero della fame».

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