Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Covid al 41 bis del carcere di Cuneo e il Piemonte non aveva avviato la vaccinazione per i detenuti

La Regione è rimasta alle indicazioni, poi smentite, del commissario Figliuolo e del ministro Speranza di vaccinare solo in caso di focolai
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Il Covid è entrato anche al 41 bis di Cuneo. Risultano, per ora, 11 detenuti positivi, tra i quali nove sono reclusi al carcere duro. A confermarlo a Il Dubbio è Bruno Mellano, il garante dei detenuti della regione Piemonte. Parliamo dell’ennesimo focolaio che coinvolgono i penitenziari piemontesi. Sì, perché nel frattempo ci sono altre due carceri, tutte di alta sicurezza, dove il contagio si è diffuso. C’è la Casa di Reclusione di Asti con 48 positivi su 298 detenuti presenti, a questo si aggiunge un nuovo focolaio attivo al carcere di Saluzzo con 19 detenuti positivi. Ribadiamolo: il contagio coinvolge tutti i detenuti in alta sicurezza, e da poco anche quelli in 41 bis. Da segnalare che alla richiesta dell’avvocata Maria Teresa Pintus del foro di Sassari, di sapere se il suo assistito al carcere duro sia positivo al Covid, la Asl le ha risposto che non può dare informazioni senza l’autorizzazione dell’interessato.

La regione Piemonte non ha intrapreso la campagna vaccinale per i detenuti

Nasce un problema non da poco che il Garante Mellano ha denunciato. La regione Piemonte, di fatto, non ha intrapreso nessuna strategia di vaccinazioni nei confronti della popolazione penitenziaria. Eppure, proprio l’ 11 marzo scorso, il Dap ha scritto al Piemonte segnalandole che rimarrebbe la sola regione a escludere la popolazione detenuta fra le categorie eleggibili prioritarie. «Corre l’obbligo evidenziare che la disparità di trattamento rispetto agli altri detenuti potrebbe generare tensioni all’interno degli istituti penitenziari locali, con probabili ricadute sulla tenuta dell’ordine e della sicurezza», ha sottolineato l’amministrazione penitenziaria. Ma nulla da fare, il garante Mellano denuncia che in Piemonte non si è avviata l’auspicata campagna di vaccinazione mentre, a seguito della riunione della Conferenza Stato-Regioni dello scorso 19 marzo, sono emersi dubbi interpretativi delle indicazioni contenute nel documento di “Raccomandazioni” del ministero della Salute.

Dopo i focolai arrivano i vaccini

Come ha segnalato Il Dubbio era emerso che il commissario straordinario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo e il ministro della Salute Roberto Speranza, avrebbero indicato come non prioritaria la vaccinazione nei confronti dei detenuti, ma di effettuarla solo quando ci sono dei focolai. Subito dopo, tramite lanci di agenzia stampa, le fonti del commissario hanno parlato di errore di interpretazione e che la popolazione carceraria è tra le categorie prioritarie previste dal piano vaccinale. Il commissario alla campagna vaccinale della Regione Piemonte, Antonio Rinaudo, però, era rimasto a ciò che gli sarebbe stato detto durante la conferenza Stato-Regioni sia dal commissario nazionale che dal ministro Speranza. Oramai i focolai sono scoppiati, quindi la vaccinazione andrebbe avviata a prescindere. Infatti, l’unità di crisi – dopo che il contagio è divampato – ha disposto l’immediata vaccinazione a Saluzzo e Cuneo. Ma ha senso attendere che scoppino i focolai, per poi poter vaccinare?

Ultime News

Articoli Correlati