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«Spero si torni tutti in classe, ma non è giusto demonizzare la Dad»

Parla il presidente dell'Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli
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Un cauto ottimismo, quello manifestato dal presidente dell’Associazione nazionale presidi ( Anp) Antonello Giannelli nei confronti dell’auspicio del governo di poter riaprire le scuole subito dopo Pasqua e garantire lezioni in presenza fino alla terza media anche nelle zone rosse.

Giannelli, in linea con il premier Draghi, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha dichiarato che, dopo Pasqua, «anche nelle zone rosse, dopo aver controllato i parametri, le scuole, fino alle medie» potranno riaprire. È fiducioso al riguardo?

Lo sono. I dati percentuali relativi alla vaccinazione del personale scolastico si rivelano positivi e questo costituiva una delle condizioni fondamentali per poter tornare in presenza.

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi sottolinea infatti l’accelerazione della campagna di vaccinazione del personale scolastico, pur evidenziando «differenze tra regioni e regioni». Trova che la mancanza di uniformità fra le regioni possa diventare un problema?

Potrebbe esserlo nel momento in cui tale disomogeneità superasse certi valori di guardia. Le differenze tra regione e regione sono legate a questioni organizzative – scarso coordinamento tra le regioni – o dalla difficoltà di individuare una regia unica che regoli il sistema sanitario, gestito a livello regionale. Purché i dati relativi alle vaccinazioni si dimostrino abbastanza elevati ovunque non rilevo grandi problemi.

Condivide in sostanza l’ottimismo di Agostino Miozzo, ex coordinatore del Cts ora al fianco del ministro Bianchi nella gestione dell’emergenza scolastica, secondo cui «la campagna vaccinale sta andando molto bene»?

Direi di sì. Non vi sono stati rifiuti di massa. Ad eccezione di qualche circoscritta e isolata perplessità, la maggioranza del personale docente e non si sta vaccinando, i numeri ce lo confermano.

Venerdì scorso in alcune città si è tenuto lo sciopero dalla Didattica a distanza da parte di studenti e docenti. Condivide le ragioni della mobilitazione?

Non credo che in questo momento, con tutti i problemi che stiamo vivendo, sia opportuno lanciare iniziative di questo genere. Siamo tutti d’accordo sulla necessità di tornare in presenza, il problema piuttosto è farlo nella dovuta sicurezza, e penso che dopo Pasqua, con tutte le valutazioni del caso, ce ne potrebbero essere le condizioni.

Quali problematiche fondamentali riscontra nell’impiego della Dad?

È vero che purtroppo non tutti i ragazzi sono stati raggiunti allo stesso modo e che non tutte le regioni possono contare su una connessione di pari qualità: sono questi problemi strutturali che andranno indubbiamente risolti. Speriamo di ritornare quanto prima in presenza, ma trovo che non sia giusto demonizzare uno strumento, come la Dad, che ci è stato comunque d’aiuto in questo periodo difficile. Non abbiamo avuto alternative.

Fra le misure messe in campo dal governo Draghi a sostegno delle famiglie figurano i congedi parentali e il bonus baby sitter. Ritiene siano provvedimenti adeguati?

Sicuramente aiutano tutti coloro che sono nella condizione di potersene avvalere, ma non potrei assicurare che intercettino tutte le categorie professionali: si tratta per lo più di misure ponte, utili fino alla riapertura delle scuole.

Come giudica i primi passi del ministro Bianchi in un momento così difficile?

Il ministro Bianchi è una persona di grande esperienza, abituata a confrontarsi con problemi di alta amministrazione: ha avuto modo di occuparsi del mondo della scuola in qualità di assessore in Emilia Romagna ed è stato docente e rettore universitario. Il mio auspicio è che il ministro riesca a infondere più fiducia nei cittadini nei confronti dell’istituzione scolastica, che si è difesa bene durante il periodo della Dad e della pandemia e che adesso deve dimostrare di avere la capacità di recuperare quelle situazioni di svantaggio venutesi innegabilmente a creare.

 

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