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«Quegli 86 processi e il mio incubo kafkiano. A Cartabia chiedo di cambiare passo»

Silvio Berlusconi: «Da un ministro competente come la professoressa Cartabia mi aspetto scelte semplicemente in linea con il principio costituzionale del giusto processo»
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«Ho subìto ben 86 processi, per un totale di 3672 udienze. Mettendole tutte in fila, si avrebbe un processo infinito, con udienze tutti i giorni, per dieci anni, senza soste neppure a Natale. Si rende conto di cosa significano queste cifre? Neanche Kafka avrebbe immaginato un incubo come questo. Credo siano un record assoluto, certamente in Italia e probabilmente nel mondo». Silvio Berlusconi si racconta in un’intervista al Giornale e si rivolge alla guardasigilli Marta Cartabia per invocare un cambio di passo netto sulla Giustizia.

«Siamo consapevoli – spiega il Cav – che in materia di giustizia ci sono sensibilità diverse fra forze politiche che oggi collaborano ma che in circostanze normali sarebbero certamente avversarie. Io credo però che proprio da questa situazione anomala possano nascere le condizioni – se tutti agiranno con senso di responsabilità – per gettarci alle spalle alcuni dei veleni che hanno caratterizzato gli ultimi 30 anni della vita pubblica italiana. Da un ministro competente come la professoressa Cartabia mi aspetto scelte semplicemente in linea con il principio costituzionale del giusto processo».

E a proposito del polverone sollevato dal libro di Palamara, il leader di Forza Italiana sottolinea che il “Sistema” denunciato dall’ex presidente dell’Anm «non mi ha stupito, proprio perché da molti anni ho subíto e denunciato le infiltrazioni ideologiche e le opacità del sistema di potere che caratterizzano una parte della magistratura, alcune procure e i vertici delle correnti organizzate.Quello che mi è accaduto non ha rovinato la vita per oltre vent’anni solo a me ma ha arrecato pena e danni ai miei familiari, ai miei amici, alle aziende che ho fondato. Soprattutto ha danneggiato i cittadini italiani, gli elettori di tutti gli schieramenti politici, perché ha alterato la rappresentanza democratica», conclude il Cav.

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