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Grillo spedisce i parlamentari a ripetizioni d’ambientalismo

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Il garante ingaggia Marco Morosini, professore di Politica ambientale al Politecnico di Zurigo e suo storico autore teatrale, per un ciclo di lezioni sulla Transizione ecologica
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In principio fu la Casaleggio associati. È lì, al civico 6 di via Morone, a Milano, che i primi parlamentari grillini venivano spediti per apprendere i rudimenti della comunicazione politica. È alla scuola di Casaleggio che i vari Di Battista apprendono l’arte dello sguardo giusto da mostrare in camera e i segreti dell’elusione. Erano i tempi dei cittadini catapultati al potere all’improvviso, degli eletti telecomandati dai due fondatori e Grillo voleva ridurre al minimo il rischio di mandare in tv gente incapace di mettere due parole in fila.

E ora, a otto anni di distanza e con un partito e una classe dirigente da riformattare, lo schema si ripete. Il garante sta ridisegnando un partito a misura di Giuseppe Conte, ripulito dalle ambiguità anticasta e sostanzialmente ambientalista. Serve dunque rieducare i parlamentari con nuovi corsi di formazione. Per questo “l’elevato” tira fuori dal cilindro Marco Morosini, professore di Politica ambientale al Politecnico di Zurigo, storico collaboratore di Grillo dal 1992, quando cominciò a scrivere per il comico testi politici e spettacoli teatrali. Grillino ben prima di Grillo, Morosini è l’uomo giusto per preparare gli eletti alla “rivoluzione MiTe” immaginata dal fondatore. Obiettivo: plasmare il nuovo vocabolario pentastellato in chiave green e nel segno della transizione ecologica, grazie alle lezioni di un teorico della social-ecologia. Il primo ciclo è già partito per una classe composta da una ventina di scolari, tra parlamentari e responsabili della comunicazione, ma a partire dal 26 marzo dovrebbe essere esteso a una platea molto più ampia, con corsi di “Public Speaking” via zoom.

Un vademecum della nuova comunicazione, del resto, era già stato pubblicato da Grillo, sul suo Blog, il 5 marzo scorso, un elenco di raccomandazioni (probabilmente ispirato dallo stesso Morosini) per l’homo novus pentastellato. Una cosa del tipo: «Includere, non escludere; disapprovare, non “attaccare”, correggere, non punire». E ancora: «Parlare e scrivere sempre al tempo futuro, ( o presente), non al tempo passato ( salvo quando indispensabile); bandire le parole e gli aggettivi negativi». Banditi inglesismi e acronimi: «” Patto verde dell’Unione europea” e non “European green deal”; “Piano di ripresa dell’Unione europea”, non “Recovery Plan”; “Prossima generazione Europa”, non “Next Generation EU”».Unico acronimo ammesso: «“Il MiTE”, il ministero mite, il ministro mite, la transizione mite e coraggiosa».Insomma, sembra essere tornati al 2013, quando i parlamentari avevano l’obbligo di attenersi a istruzioni precise per non fare brutta figura e non finire nell’elenco dei cattivi, magari espulsi via blog per una parola fuori posto. La rifondazione del Movimento passa per un ritorno al passato, almeno nel metodo. Per questo Grillo ha chiesto ai suoi negli ultimi tempi di centellinare la apparizioni televisive. Non solo, il garante si è persino improvvisato regista di talk show, imponendo ai programmi «poche regole, di buon senso oltre che di buona educazione, che se osservate consentiranno ai portavoce del M5S di presenziare a trasmissioni televisive con la giusta considerazione e il dovuto rispetto nei confronti dei telespettatori». E cosa prevedono queste “poche regole” senza le quali i rappresentanti pentastellati non saranno autorizzati a partecipare ai talk? «D’ora in poi, per rispetto dell’informazione e dei cittadini che seguono da casa, chiediamo che i nostri portavoce, ospiti in trasmissioni televisive, siano messi in condizione di poter esprimere i propri concetti senza interruzioni di sorta per il tempo che il conduttore vorrà loro concedere, e con uguali regole per il diritto di replica, che dovrà sempre essere accordato», scrive Grillo suo Blog. Non solo: «Chiediamo, inoltre, che i nostri portavoce siano inquadrati in modalità singola, senza stacchi sugli altri ospiti presenti o sulle calzature indossate, affinché l’attenzione possa giustamente focalizzarsi sui concetti da loro espressi».

Dunque, non solo i conduttori, pure cameraman e registi devono attenersi alle norme scritte sul marmo effimero del blog. Insomma, il Movimento cambia leader, piattaforma e connotati ma i metodi restano quelli sempre.

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