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Magistratura onoraria, Cartabia: «Ora tutele professionali e retributive»

Plauso da tutte le associazioni delle toghe onorarie alle dichiarazioni della guardasigilli che ieri in Senato ha indicato le linee programmatiche di una riforma di sistema
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Una riforma di sistema della magistratura onoraria, ma anche il riconoscimento delle «tutele lavorative» ai giudici onorari attualmente in servizio: sono alcuni degli obiettivi più importanti indicati ieri dalla Ministra della Giustizia Marta Cartabia in Commissione Giustizia del Senato, dove ha illustrato le linee programmatiche.  La riforma si rende ancor più necessaria dopo «l’importante» sentenza della Corte costituzionale sulla magistratura onoraria arrivata in settimana.

La Corte costituzionale, ha detto la Guardasigilli, ha tracciato un «perimetro invalicabile» entro il quale può operare la magistratura onoraria.  Ed «è evidente che questo pronunciamento esigerà una revisione complessiva del ruolo della magistratura onoraria nell’ordinamento. Il contributo offerto dalla magistratura onoraria in molti ambiti, e ampliato soprattutto negli anni più recenti anche in vista dello smaltimento degli arretrati che gravano sul sistema giustizia del nostro Paese, potrà e dovrà in prospettiva essere circoscritto solo a determinati tipi di funzioni, secondo le indicazioni rigorosamente tracciate dalla Corte». Questo versante degli interventi, ha aggiunto, «dovrà affiancarsi all’ormai ineludibile problema delle tutele professionali, retributive e pensionistiche dei magistrati onorari che da tempo sono stati portati all’attenzione del Parlamento e ormai formano oggetto di svariati pronunciamenti di giudici interni e della stessa Corte di giustizia dell’Unione europea».

Plauso alle dichiarazioni è arrivato da tutte le associazioni delle toghe onorarie che da tempo chiedono che il Governo attui una riforma per tutelare i loro diritti giuslavoristi. Per il direttivo di Assogot le parole della Ministra rappresentano « un promettente snodo che confidiamo non resti, com’è avvenuto finora, una consolatoria dichiarazione d’intenti, ma si traduca al più presto in quel riconoscimento concreto di dignità e di diritti che la categoria attende da oltre vent’anni». Guardando al futuro, scrivono da Assogot, «occorre ora procedere sulla strada tracciata con queste semplici ma importanti affermazioni, e chiudere al più presto un cantiere perpetuo di riforme inique, sleali e  pasticciate, che lascia dietro di sé le macerie di tante esistenze private, per decenni, di ogni diritto e tutela.  Servirà presto un grande lavoro per far fronte all’arretrato di Tribunali, Procure e Uffici del Giudice di pace, che in quest’anno di pandemia è cresciuto enormemente. Completare la grande incompiuta della Giustizia, farlo bene e in fretta, con coscienza, coraggio e senso dello Stato, consentirà anche ai magistrati onorari di offrire il loro contributo di passione, competenza ed esperienza per la Ripresa e la Resilienza».

Raimondo Orrù, Presidente di Federmot,  ha invece marcato la differenza tra l’operato dell’attuale ministra e quello precedente di Alfonso Bonafede, non affatto sensibile alle richieste di tutela della magistratura onoraria: «Confidiamo con fiducia che il Ministro possa darci accesso a quelle dignitose tutele complessive che non possono più tardare e l’impegno e l’attenzione mostrati verso le nostre istanze si pone in decisa discontinuità con l’inadeguata politica temporeggiatrice di chi l’ha preceduta in Via Arenula».Parla di un «forte segno di cambiamento» anche la Consulta della Magistratura Onoraria  che vede nella presa di posizione della ministra l’accoglimento dell’appello delle associazioni di categoria volto a «superare velocemente una riforma, (la Orlando), che non solo ridurrà la portata effettiva di qualsiasi intervento di efficientamento della giustizia, provocandone l’implosione ma aprirà senz’altro la strada di una frizione definitiva con i superiori organi istituzionali europei, culminante in una procedura di infrazione».

Per discutere di queste ultime novità l’associazione Assogot ha organizzato per domani, sabato 20 marzo alle 17:30, un webinar dal titolo «La giustizia a gettoni – Il Paradosso della magistratura onoraria tra diritto europeo e nazionale». Tra i relatori: Bruno Giangiacomo, Presidente del Tribunale di Vasto, Gaetano Campo, Presidente sezione lavoro, Tribunale di Vicenza, Aldo Luchi, Avvocato, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cagliari, Federico Russo, Docente di diritto processuale civile presso Università di Palermo, Antonio Lo Faro, Ordinario di diritto del lavoro presso Università di Catania, Francesco Urraro, Senatore (Lega), membro della Commissione Giustizia, Antonio Viscomi, Deputato (PD), membro Commissione Lavoro (pubblico e privato), Valeria Pappalardo, Avvocato, Presidente AssoGOT, Patrizia Tilli, Avvocato, membro del direttivo AssoGOT.

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