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Australia, la marcia delle donne fa tremare il governo

A migliaia in piazza per denunciare le violenze di genere e la passività dell'esecutivo. Nel mirino il ministro della giustizia Christian Porter accusato di uno stupro commesso 32 anni fa
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Decine di migliaia dipersone sono scese in strada in tutta l’Australia, per protestare contro la violenza sessuale e la disparità con cui vengono considerate le accuse delle donne nel Paese.

Le marce si sono tenute in oltre 40 città e centri abitati, la più imponente dinanzi al parlamento di Canberra, da settimane al centro di un caso che monopolizza l’attenzione.

A innescare le proteste infatti è stata la denuncia, a metà febbraio, di un’ ex dipendente del Partito Liberale che è al potere, Brittany Higgins, che ha denunciato le violenze subite da un ex partner, violenza che sarebbe avvenuta all’interno dello stesso Parlamento.

Al centro delle critiche anche il governo conservatore per come sta gestendo la crisi.

Alla marcia di Canberra-dove molte donne erano vestite di nero e la folla scandiva slogan del tipo «Non ci ascoltate», «Quante vittime conosci?», «Io le credo»- ha preso la parola proprio la giovane, da settimane sulle prime pagine dei giornali.

«Il sistema è incrinato, il soffitto di vetro rimane al suo posto e ci sono magagne pesanti nelle strutture di potere all’interno della nostra istituzione», ha denunciato Higgins. «In Australia c’è un’orribile accettazione da parte della società della violenza sessuale subita dalle donne. La mia storia era in prima pagina per l’unico motivo che era un doloroso allerta alle donne che, se può accadere in Parlamento, può davvero succedere ovunque».

Dopo la denuncia pubblica di Higgins, il cui stupro sarebbe avvenuto nel 2019, altre tre donne -che hanno voluto però rimanere anonime- hanno denunciato di essere state vittime di aggressioni o contatti indebiti da parte dello stesso uomo, che adesso è stato licenziato.

Ma nel frattempo è scoppiato un altro scandalo, che ha innescato il movimento nazionale,#March4Justice: è emersa l’accusa fatta 32 anni fa al ministro della Giustizia, Christian Porter, prima che entrasse in politica, accusa che fu archiviata per mancanza di prove dopo il decesso, nel 2020, della presunta vittima.

L’attorney general, che nega l’accusa e rimane in carica, ha preannunciato una denuncia per diffamazione contro l’emittente ABC, sul cui programma Four Corners era stata resa pubblica la denuncia di abuso, senza però che venisse fatto il nome del politico accusato.

«Non credo che le persone debbano essere isolate, intimidite e ignorate dopo accadimenti traumatici sul posto di lavoro. Ho raccontato la mia storia per proteggere, si spera, altre donne», ha aggiunto Higgins, il volto contatto dal dolore, osservando che rimanere in silenzio l’avrebbe «resa complice».

All’inizio di marzo, il governo australiano ha annunciato l’apertura di un’inchiesta sulla cultura del lavoro in Parlamento guidata dal commissario per la discriminazione sessuale, Kate Jenkins, che dovrebbe consegnare il suo rapporto finale a novembre con una serie di raccomandazioni per cambiare alcune pratiche di lavoro interne.

 

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