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Fico: «Domani nuovo confronto con le forze politiche»

Dal primo giro di consultazioni «è emersa la disponibilità comune delle forze politiche a un confronto sul programma e sui temi»
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Dal primo giro di consultazioni «è emersa la disponibilità comune delle forze politiche a un confronto sul programma e sui temi» per arrivare a «una sintesi. Per questo ho promosso l’avvio di un confronto nella mattinata di domani qui a Montecitorio». Così il presidente della Camera Roberto Fico, al termine del primo giro di consultazioni dopo il mandato esplorativo affidatogli dal Capo dello Stato.

«La delegazione socialista ha consegnato al Presidente Roberto Fico quattro punti programmatici di notevole importanza per l’agenda di Governo. È indispensabile, data l’emergenza sanitaria, economica e sociale che stiamo attraversando, dare all’Italia quanto prima un Governo forte e coeso che dia risposte immediate ai cittadini. È necessario trovare la giusta sintesi fra tutte le forze politiche che sostenevano il precedente Governo guidato da Giuseppe Conte», ha affermato Enzo Maraio, segretario del Psi. Riccardo Nencini, che ha rappresentato il Psi alle consultazioni con il presidente della Camera, Roberto Fico a Montecitorio, ha dichiarato: «Che sia un governo di natura politica, formato sulla maggioranza preesistente e allargata a chi vorrà condividere il programma che verrà steso. È necessario un cronoprogramma puntuale, un patto di fine legislatura e nulla vieta che quel patto possa essere scritto. A differenza di molti governi della cosiddetta seconda Repubblica che ci conducevano alle elezioni (Dini-Amato-Gentiloni), questo non è un governo balneare: stiamo invece ragionando di un governo da oggi fino a fine legislatura».

Il Psi ha consegnato al presidente Roberto Fico le «proposte per un nuovo programma di fine legislatura» in quattro punti. 1. Recovery Plan: inserire nei progetti operativi l’assunzione di 500.000 diplomati e laureati da destinare alla valorizzazione dei beni culturali e alla protezione dell’ambiente nel contesto della tutela del territorio e in particolare, come già previsto, per il recupero dei borghi storici, per lo sviluppo dei “cammini” storico-religiosi, a servizio di un turismo sostenibile; eliminare dal comparto “Giustizia” la previsione del giudice unico nell’appello e potenziare le garanzie per la difesa; 2. Mes: riconsiderare l’accesso ai fondi del Me alla luce di una imponente previsione di spesa sia per la vaccinazione di massa che per ripensare l’approccio alla salute globale in un contesto di forti diversità nella erogazione dei servizi soprattutto tra le due Italie; 3. Una commissione bicamerale per le riforme: prevedere la costituzione di una commissione bicamerale per le riforme istituzionali tanto più necessaria perché, nei mesi passati, il ruolo del Parlamento è stato sacrificato ed è stato alterato il rapporto tra Stato e Regioni. Nè vanno dimenticate la riforma elettorale e la definizione di pesi e contrappesi a seguito del taglio dei parlamentari. 4. Priorità alla scuola: è stato vulnerato il sistema scolastico, uno dei pilastri, con il sistema sanitario, che deve assicurare uguaglianza sostanziale agli italiani. La riapertura delle scuole di ogni ordine e grado deve essere assunta come priorità dal governo, al pari delle attività produttive.

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