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Turchia, il video dell’arresto di Aytaç Ünsal

L'avvocato turco è stato ammanettato a terra e trascinato a bordo dell'auto, dopo essere stato picchiato
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Il video del nuovo arresto di Aytaç Ünsal, l’avvocato turco scarcerato temporaneamente dopo un digiuno lungo 217 giorni di sciopero della fame, è stato diffuso in rete dai quotidiani turchi. Uno spezzone lungo poco meno di 2 minuti, nel quale vengono ripresi tre uomini, stesi atterra e ammanettati e portati via dalla polizia. Tra questi anche l’avvocato per i diritti umani, che nei mesi scorsi aveva avviato uno sciopero della fame come forma di protesta per ottenere un processo equo, assieme alla collega Ebru Timtik, morta a causa del lungo digiuno, durato, nel suo caso, oltre 230 giorni. Ünsal, praticamente incapace di muoversi a causa dei danni alle terminazioni nervose provocati dal lungo digiuno, vieni trascinato fino all’auto. Sul suo volto sono evidenti i segni delle percosse, documentati da una foto diffusa dal People’s Law Office.

 

 

 

L’accusa lanciata dal ministro dell’Interno Suleyman Solyu, lo stesso che aveva minacciato di far arrestare chiunque esponesse la foto di Ebru dopo la sua morte, è quella di aver tentato la fuga, per sottrarsi alla giustizia turca. Un’accusa respinta con fermezza dal People’s Law Office.

Prima di essere scarcerato dalla Suprema Corte a causa del deteriorarsi delle sue condizioni di salute, Ünsal era in prigione dal 12 settembre 2018, con l’ accusa di far parte del Fronte dell’Esercito di liberazione popolare rivoluzionario, il Dhkp, riconosciuto come organizzazione terroristica dalla Turchia, dagli Stati Uniti e dall’Ue. È stato accusato di «aver comunicato i messaggi dell’organizzazione ai membri catturati e di agire come corriere» e condannato a 10 anni e sei mesi da un tribunale di Istanbul il 20 marzo 2017. Il caso si basava sulla testimonianza di un testimone anonimo che è stato utilizzato dall’accusa in diversi casi, senza possibilità di contraddittorio.

Il People’s Law Office, in una nota, ha dichiarato che il corpo dell’avvocato turco  era pieno lividi e segni delle percosse, denunciando inoltre che non gli sono state fornite le medicine necessarie. L’arresto, hanno aggiunto, è completamente contrario alla decisione della Corte Suprema, in quanto non si è ancora ripreso dallo sciopero della fame. «L’arresto di Aytaç Ünsal è illegale, poiché le cure continuano», hanno sottolineato. Inoltre non ci sarebbe stato alcun ordine da parte del Tribunale. Il governo turco è stato accusato di intimidazioni agli avvocati che rappresentano clienti associati a gruppi dissidenti. A settembre, i relatori dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa hanno espresso preoccupazione per la situazione degli avvocati in Turchia dopo quella che hanno definito «una serie di sviluppi preoccupanti».

«Gli avvocati non dovrebbero essere criminalizzati per aver esercitato la loro professione o condannati con accuse dubbie», hanno detto Alexandra Louis, relatrice generale dell’Assemblea, e Thomas Hammarberg e John Howell, i due co- relatori per il monitoraggio della Turchia. In un  rapporto del 2018 , l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani  ha evidenziato «un modello di persecuzione degli avvocati che rappresentano individui accusati di reati di terrorismo, essendo associati alla causa dei loro clienti (o presunta causa) durante lo svolgimento delle loro funzioni e conseguentemente perseguiti per lo stesso reato o per il correlato attribuito al proprio cliente».

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