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Nel centrosinistra si litiga sul giustizialismo. Ed è una buona notizia

Il caso Bassolino ha fatto scoppiare il bubbone. Ora il centrosinistra si interroga sul ruolo di una parte dei magistrati che ha schierato le toghe su battaglie politiche...
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Nel centrosinistra si litiga sul garantismo e sul giustizialismo. Ed è una buona notizia. Dopo anni di “sudditanza psicologica”, la politica, e il centrosinistra in particolare, sembra aver finalmente aperto una crepa nel “soffitto di cristallo” della giustizia italiana. La prima picconata contro la visione panpenalista che ha dominato la nostra politica da tangentopoli in poi è arrivata quasi per caso, con l’esplosione del caso Palamara che ha scosso e travolto l’Anm.

Il sistema delle nomine e del correntismo malato – perché il problema non è il correntismo ma la sua degenerazione a sistema di potere – ha infatti mostrato il lato più degradato della magistratura italiana. E per la prima volta quella stessa magistratura si è mostrata dilaniata e attraversata dalle identiche logiche di potere che in questi decenni ha combattuto, presentandosi come una sorta di autorità superiore agli altri poteri dello stato, quasi fosse la sentinella della tenuta morale della società italiana. Un ruolo che si è autoassegnato e che la grancassa di una parte dell’informazione e della politica ha incoraggiato per meri scopi propagandistici.

Ma la prima vittima di questa degenerazione è stata la magistratura stessa. La stragrande maggioranza dei nostri magistrati  – convinti che il proprio ruolo fosse quello di esercitare la funzione giurisdizionale con la massima serietà e serenità  – è stata infatti arruolata suo malgrado in una battaglia pericolosissima e portata avanti da una “avanguardia” che, non di rado, ha superato i confini che la nostra Costituzione aveva tracciato. Il tutto col beneplacito della gran parte dei partiti, impauriti e incapaci di bilanciare l’equilibrio dei poteri. Ma è bene ribadire che il Dna della nostra magistratura è sano e che il processo di riforma probabilmente è già iniziato.

E la politica? La politica in tutto questo deve ritrovare la sua centralità e liberarsi da paure e pigrizie. E chissà che il caso Bassolino, il governatore processato diciannove volte e diciannove volte assolto, possa rappresentare l’inizio di questa trasformazione…

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