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M5s: «Sì alle alleanze sui programmi, no a quelle strutturali»

Agli stati generali del Movimento confermato il limite dei due mandati e il no al finanziamento ai partiti. Crimi: «Serve una guida collegiale»
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«Nessuna deroga al limite dei due mandati per le istituzioni regionali, nazionali e europee, valorizzando comunque l’esperienza maturata nelle elezioni amministrative comunali. Necessaria una formazione permanente. La democrazia diretta è sempre centrale e gli strumenti di partecipazione devono da una parte rispondere alle esigenze dell’azione politica e da un’altra parte mettere in rete le realtà territoriali e valorizzare e mettere in rete le competenze. Sì alle alleanze ma solo su obiettivi e programmi comuni nell’interesse dei cittadini. No ad un’alleanza strutturale. Una organizzazione territoriale e capillare ben strutturata, e riconoscibile sul territorio, anche con spazi fisici di lavoro e di incontro con i cittadini».

Sono queste le conclusioni raggiunte al termine degli stati generali del Movimento 5 stelle, dove sono stati «confermati alcuni principi cardine della nostra storia». A dirlo il capo politico del M5s Vito Crimi nel suo discorso.

«Il Movimento 5 Stelle – ha sottolineato – ripudia il finanziamento pubblico ai partiti e conferma la necessità di finanziarsi con i contributi volontari dei cittadini e dei portavoce. Il nostro Movimento è fatto soprattutto di persone fisiche: una rete di persone in carne e ossa che ogni giorno ci mette passione, tempo e risorse e che deve essere valorizzata. Organi di garanzia più vicini al territorio», ha aggiunto Crimi per poi sottolineare che «è emersa la necessità di una guida politica collegiale, che risponda alle esigenze di efficacia ed efficienza nella azione politica. È inoltre emersa – ha concluso – la possibilità di dotarsi anche di un organo ad ampia rappresentatività (istituzionale, territoriale, di genere e di età) che garantisca la coerenza dell’azione politica con i nostri programmi e le indicazioni che arrivano tramite gli strumenti di democrazia diretta dai nostri iscritti».

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