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Libia, uccisa a Bengasi l’avvocata per i diritti umani Hanan al-Barassi

L'omicidio è avvenuto ieri in pieno giorno. La Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia, Unsmil, chiede giustizia per la sua tragica morte
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La Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia, Unsmil, «condanna l’omicidio» dell’avvocata Hanan al-Barassi, uccisa ieri a colpi d’arma da fuoco in pieno giorno a Bengasi, nell’est del Paese. Al-Barassi, attivista molto conosciuta in Libia, aveva denunciato «corruzione, abuso di potere e violazioni dei diritti umani». Conosciuta con l’appellativo di “Azouz barqua” ovvero, la signora della Cirenaica, conduceva la sua battaglia per i diritti umani anche attraverso i social, dando voce alle donne vittime di violenza. Prima dell’uccisione, secondo quanto scriveva ieri il Libya Observer, al-Barassi aveva criticato duramente il figlio del generale Khalifa Haftar, Saddam, e il ministro dell’Interno del governo della Cirenaica, Ibrahim Bushanaf.

«La sua tragica morte – si legge in una nota diffusa nelle ultime ore dall’Unsmil – è testimonianza delle minacce con cui devono fare i conti le donne libiche che osano parlare» e ricorda «ai libici con incarichi di responsabilità che devono mettere da parte le divergenze» e arrivare «rapidamente a una soluzione inclusiva» per riportare la giustizia nel Paese, piombato nel caos dal 2011, e porre fine «al clima prevalente di impunità». Unsmil chiede che i responsabili siano assicurati alla giustizia, «prendendo atto della decisione delle autorità competenti nell’Est di avviare un’indagine rapida e approfondita».

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