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Niente braccialetto elettronico torna in carcere con il Covid

braccialetto
Il giudice di sorveglianza accoglie l’istanza e concede i domiciliari, manca il braccialetto elettronico e viene riarrestato e messo in isolamento
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Ha avuto cinque giorni di permesso premio, nel frattempo è risultato positivo al Covid con tanto di sintomi, lui e tutta la sua famiglia. La Asl quindi lo ha messo in quarantena, anche per monitorarlo visto che presenta diverse patologie, ma per la mancanza di un braccialetto elettronico è stato fatto ritornare nel carcere di Secondigliano, nonostante la concessione della detenzione domiciliare, sia per il Covid che per il fatto che gli rimanevano solo otto mesi da scontare. Una vicenda, questa, denunciata dall’associazione Yairaiha Onlus. Parliamo di B. S., che ha finito di espiare il reato ostativo e gli rimane appunto una pena residua per reati comuni.

Il magistrato di sorveglianza gli ha concesso i domiciliari

Per questo, il magistrato di sorveglianza – grazie all’istanza presentata dall’avvocata Gabriella Di Nardo – gli ha concesso la detenzione domiciliare per i rimanenti otto mesi di detenzione, ma con l’applicazione del braccialetto elettronico. A questo punto i Carabinieri competenti hanno contattato B. S. invitandolo a recarsi in carcere per la notifica del provvedimento e per ritirare i suoi effetti personali. Ma nel pomeriggio del 3 novembre, lui comunica all’avvocata Di Nardo che gli agenti del penitenziario lo stavano trattenendo poiché non aveva il braccialetto elettronico, né era disponibile, pertanto veniva nuovamente arrestato e messo in isolamento all’interno della struttura penitenziaria.

La denuncia dell’associazione Yairaiha Onlus 

«Riteniamo scandaloso – denuncia l’associazione Yairaiha Onlus con una missiva rivolta alle autorità – che in questo momento, una persona in condizioni di salute critiche e con elevatissimo grado di probabilità di positività da Covid 19, già in quarantena poiché a contatto strettissimo con soggetti risultati positivi, sia stato rimesso in carcere nonostante, oltretutto, vi sia un provvedimento dell’A.G. che gli concede la detenzione domiciliare mettendo a rischio se stesso e tutti coloro con cui è entrato, ed entrerà, in contatto all’interno del carcere quando le normative internazionali impongono (vedi raccomandazioni del Cpt del Consiglio d’Europa e linee guida dell’Oms) lo snellimento della popolazione carceraria».

Ieri, dopo l’interessamento del garante della Campani Samuele Ciambriello, al detenuto è stata ripristinata la detenzione domiciliare.

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