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Bufera su Toti: «Anziani non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese»

La proposta di Liguria, Lombardia e Piemonte: «Niente lockdown, limitare gli spostamenti degli over 70»
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Limitare gli spostamenti delle persone con un’età superiore ai 70 anni, «non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese!. È quanto chiesto dal presidente della Liguria Giovanni Toti, al quale si sono accodati quello della Lombardia, Attilio Fontana, e quello del Piemonte, Alberto Cirio, nel corso della riunione tra ministri e Regioni in vista del Dpcm che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dovrebbe firmare tra lunedì e martedì.


Un’affermazione che ha fatto piovere sul governatore della Liguria una pioggia di polemiche, costringendolo a correggere il tiro poco dopo. «Non credo che il Paese possa permettersi un nuovo lockdown, così come sarebbe impossibile bloccare gli spostamenti tra regioni mentre l’Italia continua a lavorare e produrre. Bisogna smettere di agire sempre sulle stesse categorie. Le regole eccezionali non possono valere solo per chiudere, semmai ora devono servire a scardinare la burocrazia che ancora ci impedisce di affrontare questa emergenza – ha scritto Toti sul suo profilo Facebook -. Parlo di regole che ci consentano di assumere a tempo indeterminato senza concorso, di prendere medici anche non specializzati, di assumere infermieri anche prima della fine del corso di studi. C’è un altro tema che nessuno sembra voler affrontare e che potrebbe essere risolutivo: la maggior parte dei pazienti gravi nei nostri ospedali e purtroppo anche dei morti che piangiamo ogni giorno è composta da persone sopra i 75 anni. E per quanto ci addolori ogni singola vittima, non possiamo non tenere conto di questo dato: solo ieri tra i 25 decessi della Liguria, 22 erano pazienti molto anziani. Si tratta di persone che sono per fortuna per lo più in pensione, non sono indispensabili allo sforzo produttivo del Paese ma essendo più fragili vanno tutelate in ogni modo».

 

Il Tweet "shock" di Toti
Il Tweet “shock” di Toti

 

Da qui la richiesta di intervenire su questa categoria. «Proteggendo i nostri anziani di più e davvero, la pressione sugli ospedali e il numero dei decessi diventerebbero infinitamente minori – ha aggiunto Toti -. Sarebbe folle richiudere in casa tanti italiani per cui il Covid normalmente ha esiti lievi, bloccare la produzione del Paese, fermare la scuola e il futuro dei nostri giovani e non considerare alcun intervento su coloro che rischiano davvero. Speriamo ci sia saggezza stavolta e non demagogia».

Bufera su Toti, lui minimizza: «Sono stato frainteso»

 

 

Il Tweet shock ha provocato una pioggia di polemiche. «Mentre il presidente Mattarella ricorda le vittime del Covid-19, un governatore di destra pensa che esistano vite di scarto perché improduttive. Il virus mette in pericolo la salute di tutte le persone e tutte vanno protette. Perché ogni vita umana conta, caro Toti», ha scritto su twitter Laura Boldrini, deputata del Pd.  «Per quanto ci addolori perché noi le istituzioni siamo per rispettarle sempre, tutte e a prescindere dal loro colore, dobbiamo tenere conto di questo dato: Giovanni Toti non è indispensabile e le sue posizioni sono pericolose per la democrazia del nostro paese», replica su Facebook lo Spi-Cgil, il Sindacato dei pensionati.

«Le affermazioni con cui Toti minimizza la tragicità delle morti da Covid in Ligiria sono così discriminatorie da essere orripilanti», dichiara Raffaella Paita, deputata di Italia Viva. «È come se il presidente della Regione Liguria considerasse i decessi della fascia più anziana nella popolazione in qualche modo meno rilevanti. Per lui è sufficiente essere meno produttivi perché la propria vita diventi irrilevante? Si rende conto che la sua rischia di apparire come una oscena classificazione della morte? Corregga subito il tiro e soprattutto si vergogni», conclude.

Ma il governatore spiega di esser stato frainteso: «Il concetto è – precisa Toti – bisogna proteggere gli anziani. Il cinico è chi non lo fa. Il fatto che le persone oltre i 75 anni siano in pensione consente loro di proteggersi, senza per questo dover fermare l’economia del Paese. Il 40% dei ricoverati ha oltre 75 anni di età. Oltre il 95% dei deceduti per Covid ha più di 75 anni di età. L’età media dei decessi è di 84 anni. Servono – prosegue il governatore – misure anagrafiche di protezione per queste categorie se vogliamo sconfiggere il virus. A me sembra francamente più immorale un Paese che vieta scuola e sport ai giovani a cui il Covid fa poco, mentre non tuteliamo coloro che invece per il virus rischiano di morire». Infine il presidente della Liguria conclude: «Basta demagogia e muoviamoci dove serve, senza distruggere il Paese. Questo è quello che volevo dire e spero che facciate girare il più possibile il mio messaggio di chiarimento, con la stessa velocità con cui si fa un processo sui social».

Le richieste di Fontana

 

 

Non provvedimenti “localizzati” sul territorio ma azioni «uniformi». È quanto chiede il governatore della Lombardia, Attilio Fontana. «La diffusione del virus è uniforme in tutto il Paese. Le differenze riguardano l’ampiezza del tracciamento che varia da regione a regione», scrive Fontana su Facebook. «È evidente che – continua – una volta verificato l’impatto delle misure già adottate sulle curve del contagio, ulteriori azioni di contrasto al virus dovranno a loro volta essere uniformi. Una serie di interventi territorio per territorio, polverizzati e non omogenei, sarebbero probabilmente inefficaci e anche incomprensibili ai cittadini, che già oggi sono disorientati». Questo, spiega, «è il senso della discussione di stamattina fra regioni, Anci, Upi con il governo».

Nel corso dell’incontro i sindaci hanno chiesto che le chiusure siano pianificate in maniera chiara sulla base del rischio, così come era previsto nel documento del Comitato tecnico scientifico condiviso da Governo e Regioni: quel documento individuava i diversi livelli dell’indice Rt in cui dovevano scattare le diverse restrizioni – dalla dad a scuola, alla riduzione degli orari delle attività economiche -. In questo modo – avrebbe spiegato il presidente dell’Anci Antonio Decaro – i cittadini sono coinvolti in un percorso trasparente e rispettano le restrizioni: indice Rt sale, scattano le limitazioni, indice Rt scende, si allentano.

Terminato l’incontro tra il governo e gli enti locali sulle nuove misure per fronteggiare l’emergenza coronavirus, il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia ha riconvocato la riunione di coordinamento con Regioni, Anci e Upi e il ministro della Salute Roberto Speranza per domani mattina alle 9.

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