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Agguato a Nizza, Macron: «Siamo sotto attacco, non cederemo»

Tre vittime nell'attentato alla cattedrale della città francese, una decapitata. Arrestato l'omicida, che sarebbe sbarcato a settembre a Lampedusa. Ad Avignone un uomo armato di coltello assale gli agenti e viene ucciso
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«Veniamo attaccati per la nostra libertà, non cederemo»: è la prima reazione del presidente francese, Emmanuel Macron, nella sua visita a Nizza dopo l’attentato di stamattina alla cattedrale Notre Dam in cui sono morte tre persone, una decapitata.

«È un attacco terroristico islamista» ed «è già la terza volta che i cittadini di Nizza vengono colpiti», aggiunge Macron, che poi esprime la sua solidarietà alla comunità colpita: «I cattolici hanno il sostegno di tutta la Francia. La religione deve essere esercitata liberamente, perché è un valore. Si deve avere la possibilità di scelta del proprio culto». «Domani saranno prese nuove misure nel Consiglio della difesa» contro il terrorismo, ha annunciato infine il presidente francese: i soldati nelle strade per la sicurezza passeranno dagli attuali 3 mila a 7 mila.

L’attentato

Un uomo armato ha fatto irruzione nella cattedrale di Notre-Dame a Nizza e, armato di un coltello, ha sgozzato il custode e altre due donne, una decapitata. L’attentatore di Nizza, ferito dalla polizia e arrestato, è gravissimo. Poco dopo, intorno alle 11:15, un’altra persona, armata di coltello, avrebbe tentato di attaccare gli agenti di polizia per strada ad Avignone: gli agenti hanno reagito aprendo il fuoco, lui è morto sul posto. A Gedda, un uomo è stato arrestato dopo aver aggredito con un coltello la guardia del consolato francese. A Nizza, «l’assalitore, quando veniva ricoverato, non faceva altro che gridare ’Allah Akbar, Allah Akbar», ha raccontato il sindaco, Christian Estrosi. Il governo ha immediatamente attivato un’unità di crisi presso il ministero dell’Interno, presenti il premier Jean Castex e il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron. Ma intanto è caccia all’uomo nella città della Costa Azzurra, perché il timore è che ci sia un complice in fuga.

L’attacco a Nizza è iniziato intorno alle 9 del mattino dentro la basilica di Notre Dame: la cattedrale si trova sul Viale Jean Medecin (dedicato allo storico sindaco nizzardo), cuore pulsante della città: un vialone dove ci sono negozi, uffici e centri commerciali, che collega la stazione ferroviaria con la piazza simbolo della città, Place Massena. Sgozzato il custode, una delle vittime è una donna che è stata gravemente ferita in chiesa ma è riuscita a fuggire e rifugiarsi in un bar vicino: era gravissima ed è morta poco dopo. L’attentatore è adesso ricoverato in rianimazione all’ospedale Pasteur. Il sindaco ha chiesto la chiusura in città tutti i luoghi sensibili, in primis chiese e asili nido.

«Dobbiamo applicare il pugno duro. Non se ne può più. Ci vuole il pugno duro, va sconfitto il nemico: l’islamofascismo», ha attaccato. «I cristiani non siano obiettivo da colpire», ha chiesto la conferenza dei vescovi francesi. Il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha sollecitato l’unità degli europei «contro chi diffonde l’odio». Il Consiglio francese del culto musulmano ha condannato fermamente l’accaduto e invitato a cancellare i festeggiamenti per il compleanno del profeta, che ricorre oggi. Il premier, Giuseppe Conte, ha parlato di «vile attacco» e sollecitato «un fronte comune a difesa dei valori di libertà e pace». Mentre il presidente Sergio Mattarella scrive direttamente a Macron: «Appresa la terribile notizia della barbara uccisione di cittadini inermi a Nizza, desidero porgere a Lei, alle famiglie delle vittime e a tutti i cittadini francesi le espressioni della vicinanza e del profondo cordoglio della Repubblica Italiana». «Nel condannare quest’ulteriore, deplorevole gesto di violenza – conclude il capo di stato – manteniamo ferma la determinazione nel contrastare il fanatismo di qualsivoglia matrice, a difesa di quei principi di tolleranza che costituiscono il tessuto connettivo delle nostre società democratiche».

L’aggressore

L’attentatore di Nizza è il migrante 21enne tunisino Brahim Aoussaoui. L’uomo è arrivato in Europa via Lampedusa a fine settembre e in Francia all’inizio di ottobre, hanno rivelato fonti vicine al dossier. A Lampedusa era stato messo in quarantena dalle autorità italiane prima di essere soggetto all’obbligo di lasciare il territorio italiano e lasciato libero.

Le vittime

Nell’attacco terroristico alla cattedrale di Nizza sono state uccise tre persone. Un uomo e una donna sono state assassinate dal 21enne armato di coltello all’interno della basilica di Notre Dame. La terza vittima, una donna, era riuscita a fuggire all’esterno prima di soccombere a causa delle gravi ferite subite. La prima delle tre vittime, riporta Le Figaro, è una donna di circa 70 anni, venuta a pregare all’alba. È stata trovata con la gola tagliata, «quasi decapitata», vicino all’acquasantiera della chiesa, ha raccontato una fonte della polizia. Anche il sacrestano della cattedrale, di circa 45 anni, è stato ucciso all’interno dell’edificio. «Era un ragazzo qualunque, nel senso buono della parola: simpatico, aperto», ha raccontato Gil Florini, l’anziano sacerdote di Nizza. Di nome Vincent, era padre di due figlie e aveva lavorato a Notre Dame di Nizza per 10 anni. La moglie si è recata sul luogo dopo la tragedia, accompagnata da una persona che la aiutava a reggersi in piedi dopo la terribile notizia. Due fedeli della basilica l’hanno definito un uomo «tranquillo», che ha dedicato tutta la sua vita al «servizio della Chiesa». «Non è stato uno che passava e non si fermava: ascoltava sempre, aiutava sempre il prete», ha raccontato una conoscente a NiceMatin. La terza vittima è una donna, di circa 30 anni, che è stata pugnalata a morte più volte. Per il momento non sono emersi dettagli sulla sua identità, ma una fonte della polizia ha raccontato che era riuscita a sfuggire all’assalitore, dopo essere stata gravemente ferita. Si è poi rifugiata in un bar vicino. Secondo una testimone, citata da BfmTv, prima di soccombere alle ferite avrebbe detto: «Dite alla mia famiglia che la amo».

I precedenti

L’attacco all’arma bianca di oggi nella cattedrale di Nizza allunga una serie cominciata nel 2015 dopo la carneficina nella redazione di Charlie Hebdo. Il 3 febbraio 2015, a Nizza, tre soldati in servizio davanti a un centro della comunità ebraica vengono attaccati con coltelli. Il 26 giugno dello stesso anno un fattorino di 35 anni uccide e decapita il suo capo Hervè Cornara con un coltello a Chassieu. Arrestato, si è suicidato in prigione sei mesi dopo. Il 13 giugno del 2016 un poliziotto di Magnanville (Yvelines) e la sua fidanzata vengono colpiti con dei coltelli a casa loro da un jihadista venticinquenne: Larossi Abballa, che aveva rivendicato la responsabilità per conto dell’Isis, viene ucciso dalla polizia. Il 26 luglio padre Jacques Hamel, sacerdote di Saint-Etienne-du-Rouvray (Seine-Maritime), viene ucciso nella sua chiesa da Abdel Malik Petitjean e Adel Kermiche, uccisi dalla polizia. Attacco rivendicato dall’Isis. Il 14 luglio del 2016 Nizza fu teatro di un sanguinoso attacco: un camion si lanciò contro la folla che partecipava alle celebrazioni della festa nazionale sul lungomare, la celebre Promenade. Il bilancio fu tragico: 86 morti più l’attentatore. Infine, il 4 settembre 2016: un detenuto marocchino di 24 anni tenta di accoltellare due guardie nella prigione di Osny (Val-d’Oise), rivendicando la sua azione in nome dello Stato islamico.

 

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