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Covid, ecco la rivoluzione digitale della Giustizia: sì agli atti da remoto

processo penale
Processi penali in videoconferenza ridotti al minimo e udienze a porte chiuse. Braccialetti elettronici per le condanne sotto i 18 mesi. Aumentano i permessi premio
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Se non è una rivoluzione poco ci manca. Perché per la prima volta, avvocati e cancellieri potranno accedere anche da remoto ad atti e registri, con un processo da remoto limitato al minimo e processi a porte chiuse contro il contagio. Ma soprattutto lo è anche per quanto riguarda il mondo delle carceri, con permessi e licenze premio più consistenti e la possibilità di eseguire la pena fuori dal carcere per le condanne sotto i 18 mesi. Sono queste alcune delle misure contenute nel “pacchetto giustizia” approvato oggi in Consiglio dei ministri. Il Guardasigilli Alfonso Bonafede ha presentato il documento contenente le misure per affrontare la seconda ondata di Covid, che sta condizionando pesantemente i Palazzi di Giustizia, con un aumento costante dei contagi tra magistrati, avvocati e dipendenti, ma anche nelle carceri, dove i numeri cominciano ad essere preoccupanti. Un pacchetto elaborato dopo un incontro con le rappresentanze dell’avvocatura e della magistratura che non prospetta un ritorno al processo da remoto, respinto con decisione dall’Unione delle Camere penali ma anche da dieci procure italiane – Roma, Milano, Torino, Perugia, Salerno, Reggio Calabria, Catanzaro, Palermo, Firenze e Napoli -, ma una sua versione più soft, che prevede, comunque, sempre l’accordo tra le parti.
Si parte da una digitalizzazione delle indagini preliminari, con alcuni atti eseguibili da remoto: la persona offesa e la persona sottoposta alle indagini potranno essere sentite anche in collegamento dallo studio del difensore che li assiste, mentre i consulenti o esperti di cui si avvale il pm o la polizia giudiziaria potranno essere sentiti in collegamento dal loro studio. Il difensore dell’indagato può opporsi nel caso in cui il compimento dell’atto preveda la sua presenza. È prevista anche la possibilità di presentarsi presso l’ufficio di polizia giudiziaria più vicino al luogo di residenza, purché in grado di assicurare il collegamento da remoto, dove l’atto verrà compiuto con modalità idonee a salvaguardare la segretezza e ad assicurare la possibilità, per l’indagato, di consultarsi riservatamente con il proprio difensore. Il quale parteciperà, in questo caso, da remoto, salvo che decida di essere presente a fianco del proprio assistito. Per quanto riguarda le udienze penali, nei casi in cui la presenza fisica dei detenuti non possa essere assicurata in totale sicurezza, sarà possibile optare per la partecipazione in videoconferenza o con collegamenti individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi. Le udienze si svolgeranno da remoto, con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione delle parti, ad esclusione delle discussioni finali, in pubblica udienza o in camera di consiglio, e di quelle nelle quali devono essere esaminati testimoni, parti, consulenti o periti, salvo che le parti vi acconsentano. Il deposito di memorie e documenti previsto dall’avviso di conclusione indagini avverrà esclusivamente mediante deposito dal portale del processo penale telematico individuato.
Per quanto riguarda le udienze dei procedimenti civili e penali alle quali è ammessa presenza del pubblico, le stesse dovranno essere sempre celebrate a porte chiuse. Prevista l’udienza cartolare per i processi civili in materia di separazione consensuale e di divorzio congiunto, nel caso in cui tutte le parti che avrebbero diritto a partecipare all’udienza vi rinuncino espressamente con comunicazione depositata almeno 15 giorni prima dell’udienza. Per il giudice che si trovi in quarantena o di isolamento fiduciario per Covid-19, che non verrà considerato come malattia, sarà possibile partecipare all’udienza anche da un luogo diverso dall’ufficio giudiziario. Per quanto riguarda le deliberazioni collegiali, invece, si è previsto che possano essere assunte mediante collegamenti da remoto, sia nel civile sia nel penale. Il pacchetto, come anticipato, autorizza finalmente il deposito mediante pec di tutti gli atti, documenti e istanze, nonché l’accesso agli atti successivi alla discovery da remoto, in modo da non rendere necessarie lunghe file davanti alle cancellerie. Infine la vera rivoluzione: accesso da remoto ai registri per i cancellieri che sono in smart working, che consentirà di aumentare la quantità di lavoro eseguibile da remoto per i dipendenti del Tribunale. Per quanto riguarda il processo amministrativo, la discussione orale nelle udienze camerali o pubbliche sarà possibile mediante collegamento da remoto, a richiesta di tutte le parti o su disposizione del giudice d’ufficio. In alternativa potranno essere depositate note di udienza.
Il pacchetto contiene anche misure per i detenuti e per le carceri: fino al 31 dicembre, ai condannati cui siano stati già concessi i permessi premio e che siano stati già assegnati al lavoro all’esterno o ammessi all’istruzione o alla formazione professionale all’esterno, saranno concesse deroghe ai limiti previsti per legge – un totale di 45 giorni per gli adulti e di 100 per i minori per ogni anno da espiare. Disposizione che non vale per le persone in carcere per delitti ostativi. Stesso discorso per quanto riguarda le licenze premio straordinarie per i detenuti in regime di semilibertà, salvo che il magistrato di sorveglianza ravvisi gravi motivi ostativi. Le pene detentive sotto i 18 mesi potranno scontate fuori dal carcere, con l’applicazione del braccialetto elettronico, tranne che per i condannati per terrorismo, mafia, corruzione, voto di scambio, violenza sessuale, maltrattamenti e stalking e le persone coinvolte nei disordini delle rivolte in carcere. Viene inoltre previsto il divieto di scioglimento del cumulo di pena per reati associati a mafia e terrorismo.
Avvocatura e Anm, lunedì, avevano sottoposto al ministro diverse questioni. Dal canto suo, il Consiglio nazionale forense aveva formulato delle proposte, inviate a Bonafede sabato scorso, in vista della giornata della giustizia, ribadendo la necessità di prediligere la celebrazione dell’udienza in presenza «in tutte le ipotesi in cui il confronto immediato e contestuale sia necessario per la delicatezza degli interessi in gioco o per le attività da svolgere», ma senza rinunciare, dove necessario, alle forme alternative di celebrazione del processo. Il tutto con un’agevolazione dell’accesso alle procedure di giustizia complementare (negoziazione assistita, mediazione, conciliazione), quali, ad esempio, il beneficio del patrocinio a spese dello Stato e la previsione di incentivi fiscali più ampi di quelli finora previsti. L’Unione delle Camere penali, d’accordo con i procuratori delle più importanti procure d’Italia, aveva ribadito l’importanza di salvaguardare la disciplina dell’udienza dibattimentale e dello svolgimento del giudizio di merito dalla smaterializzazione dei processi, «data l’intangibilità del principio dell’oralità, cardine della formazione in contraddittorio della prova nel processo penale».
Da parte sua, l’Unione delle Camere civili aveva chiesto invece una semplificazione della trattazione scritta, prevedendo il ricorso all’e-mail per le note degli avvocati e i provvedimenti del giudice, adeguate strumentazioni di lavoro a una task force di personale in grado di intervenire, tramite collegamento da remoto, in situazioni di particolare sovraccarico degli Uffici giudiziari e vietare che più cause siano fissate alla stessa ora.

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