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Caso Gregoretti, udienza rinviata al 20 novembre. Salvini: «Soddisfatto, non ho agito da solo»

Il Gup accoglie la richiesta della difesa di audire Giuseppe Conte, Luciana Lamorgese, Danilo Toninelli, Luigi Di Maio ed Elisabetta Trenta
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Il gup Nunzio Sarpietro ha accolto la richiesta della difesa di Matteo Salvini nell’ambito del procedimento sul caso Gregoretti di audire Giuseppe Conte, Luciana Lamorgese, Danilo Toninelli, Luigi Di Maio ed Elisabetta Trenta. L’udienza è stata rinviata al 20 novembre e al 4 dicembre. Il premier Giuseppe Conte e l’ex ministro Toninelli saranno sentiti il prossimo 20 novembre, il 4 dicembre sarà la volta del ministro degli Esteri Luigi Di Maio e della ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese. «Era la mia prima volta in tribunale da potenziale colpevole e imputato, soddisfatto di aver sentito finalmente da un giudice che quel che si è fatto non si è fatto da soli», ha detto il segretario leghista Matteo Salvini, in conferenza stampa con Giulia Bongiorno dopo l’udienza preliminare. «Riferirò tutte le circostanze di cui sono a conoscenza in piena trasparenza come ho sempre fatto e come sempre farò», commenta invece il premier Giuseppe Conte a Teramo.

La difesa

La legale dell’ex ministro è stata colpita in Aula da una piccola lastra di marmo, e si è presentata in conferenza stampa a bordo di una sedia a rotelle. «Abbiamo chiesto di sentire il ministro dell’Interno Lamorgese perché confermi che la procedura utilizzata da Salvini è la stessa di quella seguita oggi. Ma non abbiamo sollecitato di sentire anche Conte e Di Maio o altri membri del governo», ha spiegato Giulia Bongiorno nella conferenza stampa seguita all’udienza preliminare. «Abbiamo ribadito che non esiste un obbligo di sbarco immediato – ha aggiunto. Esiste una flessibilità che è parte degli accordi tra gli stati membri. Abbiamo sottolineato che la procedura che è stata utilizzata nel caso della Gregoretti non era una iniziativa estemporanea di Salvini che era improvvisamente impazzito: la scelta di attendere prima di fare sbarcare i migranti, si inseriva in una procedura prevista anche nel contratto di governo e dal Consiglio del 18 giugno 2018. Una procedura che prevede un tempo di due settimane, ben più lungo dunque di quello utilizzato da Salvini». La normativa europea, ha poi aggiunto l’avvocato Bongiorno, parla della necessità di sbarcare i migranti «in tempi ragionevoli», e di una flessibilità collegata «agli accordi tra gli stati membri». «I due termini dunque sono – ha proseguito – flessibilità e ragionevolezza. Non esiste, insomma, obbligo di sbarco immediato. La procedura utilizzata nel caso della nave Gregoretti, la scelta di attendere si inseriva nell’ambito di una procedura prevista nel contratto di governo e dal Consiglio europeo del 18 giungo 2018». Per la legale, «sbaglia dunque il Tribunale dei reati ministeriali nel ritenere l’attesa una scelta di Salvini finalizzata al sequestro. Abbiamo anche indicato le parole pronunciate dal presidente Conte in Senato e nella conferenza stampa di fine anno: alle domande ha risposto spiegando che la procedura prevedeva prima la redistribuzione poi lo sbarco. Esiste una sequenza chiara». Questa, assicura Bongiorno, «non è una chiamata in correità di nessuno, ma la dimostrazione di una prassi e di una procedura già prevista dal Consiglio d’Europa e che esiste tuttora».

La Procura di Catania chiede l’archiviazione

La Procura di Catania ha nuovamente richiesto, come aveva fatto nella prima fase del procedimento, l’archiviazione di Matteo Salvini dall’accusa di sequestro di persona per la gestione dello sbarco di 131 migranti dalla nave Gregoretti. In aula, per l’accusa, è presente il sostituto procuratore Andreas Bonomo. L’avvocato Bongiorno  in udienza davanti al Gup Nunzio Sarpietro ha chiesto sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste «in subordine all’approfondimento probatorio da parte del giudice al fine di accertare se le procedure di sbarco indicate nel capo di imputazione sono tutt’ora seguite dal governo Conte II, anche procedendo all’audizione del ministro Lamorgese».

Le parti civili

«I minori a bordo della Gregoretti l’anno scorso sono stati fatti scendere solo su disposizione del Tribunale dei minori e non perché lo ha deciso l’allora ministro Salvini. Li ha lasciato a bordo per giorni sotto 37 gradi e con un solo bagno. Merita il rinvio a giudizio». Lo ha detto Carla Frenguelli, a capo dell’associazione “Accoglierete” che si occupa di minori non accompagnati, a margine dell’udienza preliminare del processo dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. L’associazione ha chiesto la costituzione di parte civile insieme con Legambiente, Arci e una famiglia di migranti fatta sbarcare dalla nave. «In ogni caso – ha aggiunto Frenguelli – il fatto di tenere 131 persone sotto il sole, senza alcuna motivazione non è accettabile. Salvini li ha tenuti in ostaggio per ottenere dall’Europa la redistribuzione dei migranti».

Solidarietà da Fratelli d’Italia e Forza Italia

L’udienza preliminare di Matteo Salvini è iniziata stamane intorno alle 10. L’ex ministro dell’Interno è arrivato in auto in piazza Verga davanti al tribunale accompagnato dal suo avvocato, l’ex ministro leghista Giulia Bongiorno. Tutta la piazza è transennata e presidiata da carabinieri e polizia in vista della manifestazione organizzata nella vicina piazza Trento. Momenti di tensione davanti al tribunale di Catania tra fan di Salvini e manifestanti contro l’ex ministro. «Il popolo vuole Salvini al governo, questo processo è una vergogna», grida una giovane che tiene un cartello, mentre un uomo le risponde: «Vergogna». La zona è tutta transennata per impedire l’ingresso alle persone non accreditate. Flash mob di Fratelli d’Italia per «portare la solidarietà al solido alleato e amico Matteo Salvini». «Al di là della solidarietà a Salvini, noi siamo in piazza soprattutto per ribadire un concetto, fondamentale per la tenuta nostra democrazia: un ministro che operi per fare esattamente quello che la maggioranza degli italiani gli chiedono, che operi per difendere le leggi e i confini di questa nazione non può essere mandato a processo per questo. Se questo precedente si apre vorrà dire che in Italia o vince la sinistra o vince la sinistra», ha affermato la presidente di FdI Giorgia Meloni. «Quello che accade oggi è mostruoso per lo Stato di diritto, la democrazia, la sovranità popolare. Il fatto che oggi ci siano partiti di governo in piazza a manifestare perchè Salvini finisca in galera poi la dice lunga», ha proseguito Meloni, nel corso del flash mob con lo striscione “Difendere i confini proteggere gli italiani”. «È scandaloso – ha aggiunto – che le stesse cose che ha fatto Salvini le ha fatte il ministro Lamorgese trattenendo le navi ma in quel caso gli avvisi di garanzia non sono arrivati».

La piazza contro Salvini

“Abbiamo già la sentenza. Salvini m…”. E’ la scritta spray su un grande striscione sistemato sopra un furgone appena giunto in piazza Trento a Catania, a poca distanza dal Palazzo di Giustizia dove è in corso l’udienza preliminare. La manifestazione è organizzata dal Comitato mai con Salvini Sicilia, i cui aderenti stanno anche distribuendo centinaia di rotoli di carta igienica con la foto del segretario della Lega. I manifestanti hanno anche srotolato un lungo striscione sulla strada con la scritta “La giustizia non la fa un tribunale”.

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