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Alan Bennet e gli altri: le luci dello spettacolo dopo il lockdown

Il comune di Napoli lancia la rassegna teatrale #Restaurarte|riparare con l-oro in scena fino al 4 ottobre
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Sarà l’attrice Licia Maglietta con la pièce Un letto tra le lenticchie di Alan Bennet, in scena negli spazi della Casina Pompeiana all’interno della Villa Comunale di Napoli, a inaugurare la rassegna teatrale #Restaurarte|riparare con l-oro, ideata dalle associazioni Piccola Città Teatro, Il Demiurgo e Putéca Celidònia, che durerà fino al 4 ottobre 2020. Il testo Un letto tra le lenticchie fa parte di una raccolta di monologhi, Talking Heads, scritta negli anni ’80 per la BBC da Alan Bennett, e più tardi riadattati dall’autore per il teatro. Il claim della rassegna è illustrato da Ettore Nigro: «A noi piace pensare che in 4000 anni il teatro si sia frantumato e ricomposto numerose volte, ed ogni volta ne è uscito più raro e prezioso».

Questo originale progetto in collaborazione con il Comune di Napoli, nasce durante il difficile periodo del lockdown «che ha posto tutti noi dinanzi a delle impossibilità – raccontano i promotori – in qualsiasi ambito. Per recuperare terreno intendiamo dare spazio e voce a quelle realtà artistiche che non hanno potuto esprimersi, perché troncate dal confinamento, o che non sanno quando e se avranno la possibilità di realizzare i propri progetti». Inoltre con Adotta un piccolo spazio, si mette in relazione la varietà di linguaggi delle compagnie con i piccoli teatri per favorire la realizzazione di spettacoli in questa rassegna e in quella successiva dei teatri adottati. Si tratta infatti di Tram Teatro, Nostos Teatro, Teatro Serra, Magma Teatro, Piccolo Teatro del Giullare.

«In questo momento storico la priorità – dicono Anna e Clara Bocchino, rispettivamente di Piccola Città Teatro e Putéca Celidònia – è ritornare ad avere fiducia nella collaborazione e nelle relazioni umane. Questo è per noi il senso profondo di #Restaurarte». Il programma prosegue il 18 settembre con lo spettacolo Maria della Merda di Giovanni Del Prete con Francesca Iovine. Mentre il 19 settembre sarà in scena “Senza naso né padroni” di Amore e Longobardi con Sergio Longobardi. «E’ l’avventura tragicomica di una voce periferica – scrive il regista – voce nutrita dall’assurdo della vita, voce di chi sta ai margini dove cantano gli usignoli e ruggiscono le belve. E talvolta diventa difficile anche solo passeggiare». Il giorno successivo Ritena Teatro presenta E Cammarere di Fabio Di Gesto, con Francesca Morgante e Mariaclaudia Pesapane. Il 23 settembre Full House con La Carovana dei dispersitesto e regia di Fiammetta Perugi, con Giuditta Pascucci, Marco Iacuzio, Stefano Carannante. Un programma fitto di spettacoli, dunque: il 24 settembre è in scena ( Quale) Inferno di e con Marica Mastromarino, Luca Pissavini ( contrabbasso).

Il 25 sarà la volta della compagnia Taverna Est Teatro con Sfratto Celeste testo e regia di Sara Sole Notarbartolo, con Andrea de Goyzueta e Fabio Rossi. Il giorno dopo saranno in scena I Pesci con lo spettacolo Notti bianche di Dostoevskij, adattamento di Fiorenzo Madonna, musiche originali Gian Marco Libeccio, con Gian Marco Libeccio e Fiorenzo Madonna. La rassegna prosegue con Teatro in Fabula in scena con All’apparir del vero, dialogo di Giacomo Leopardi e della morte, testo e regia di Antonio Piccolo, con Melissa Di Genova e Antonio Piccolo. Termina il mese di settembre Baracca dei Buffoni con Come una bestia, liberamente tratto da Sei una bestia Viskovitz! di Alessandro Boffa, regia di Orazio De Rosa, con Antonio Perna. Ad ottobre previsti 4 spettacoli, a partire dal primo con la compagnia Il Demiurgo che presenta La pagella, da un progetto di Sara Guardascione e Andrea Cioffi. Il giorno successivo Piccola Città Teatro con C’era una volta… Ascolta! – di e con Viola Forestiero, regia di Salvatore Catanese. Mentre il 3 ottobre Black Out – Il buio dentro di Iacobelli e Palmieri, regia di Roberta Palmieri, con Federica Iacobelli e Stefano Paradisi. La rassegna si conclude con Putéca Celidònia, la compagnia presenta Tragodìa, il canto del capro, di e con Emanuele D’Errico, regia di Ettore Nigro. Insomma #Restaurarte|riparare con l-oro è una bella rassegna da seguire.

 

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