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Salvini: “Se la scuola diventa un lager mia figlia non la mando”

A poche settimane dall'inizio della scuola , Salvini torna all'attacco: "I nostri bimbi hanno diritto di andare a scuola in sicurezza pero' senza essere chiusi fra plexiglass, mascherine, banchi con le rotelle".
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A tre settimane circa dall’inizio della scuola – salvo intoppi la prima campanella del nuovo anno dovrebbe suonare il prossimo 14 settembre, Salvini torna all’attacco: “I nostri bimbi hanno diritto di andare a scuola in sicurezza pero’ senza essere chiusi fra plexiglass, mascherine, banchi con le rotelle. In tutta Europa la scuola riparte in sicurezza. I bimbi hanno bisogno dei sorrisi della maestra e dei compagni di classe. Se impongono mascherine e plexiglass, mia figlia a scuola non ce la mando, perche’ la scuola non e’ un lager. Si puo’ andare a scuola in sicurezza, ma senza essere chiusi come pacchi postali”.
E poi: Azzolina che rassicura i presidi è come Bonafede che negava le scarcerazioni. Ci ritroviamo un ministro incapace che scarica tutto su presidi e insegnanti. Con questo governo inadatto abbiamo i criminali a casa e avremo i dirigenti scolastici in tribunale”.

La replica della ministra Azzolina: “La scuola riaprirà il 14 settembre”

L’apertura delle scuole prevista il 14 settembre “non e’ a rischio. Noi abbiamo il dovere morale di riaprire tutte le scuole. Si tratta di una priorita’ assoluta del Paese e di tutto il Governo”. A dirlo ai microfoni del Tg1 e’ la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. “E’ un’operazione molto complessa- ha aggiunto la ministra- stiamo lavorando da settimane la siamo piu’ pronti rispetto a quando la pandemia e’ scoppiata”.

Le preoccupazioni dei presidi: “Distanziamento a scuola non è assicurato”

“Le perplessità” sulla riapertura delle scuole riguardano la tempistica. L’impegno massimo che si sta mettendo è fuori discussione. Ci potrà essere una disomogeneità nei servizi dal momento che ci sono discrepanze nel Paese. Il 14 settembre si inizia ma io temo che non ovunque si potrà garantire il distanziamento”. Se lo spazio per il distanziamento non sarà sufficiente, “dopo due settimane bisognerà passare alla didattica a distanza, ma il servizio sarà comunque assicurato”. Così a Timeline, su Sky TG24, Antonello Giannelli presidente dell’Associazione nazionale presidi. Sulla gestione di un presunto malato a scuola, Giannelli ha ricordato: “a scuola non ci sono nè medici nè infermieri, nessuno si lancerà in diagnosi, se qualcuno presenterà dei sintomi verrà messo in una saletta in attesa dei genitori e si avviserà la Asl”.

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