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Beirut, il presidente Auon: «Negligenza o possibile interferenza esterna»

Beirut, si indaga sulle cause della esplosione
Chieste a Macron foto aeree per determinare se ci fossero aerei nel cielo o missili
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«Negligenza o interferenza esterna con missili o razzi di cui stiamo verificando la presenza». Sono le due ipotesi sulle cause dell’esplosione del porto di Beirut identificate dal presidente libanese, Michel Aoun, in una conferenza stampa. «Ho personalmente chiesto al presidente francese di fornirci foto aeree in modo da poter determinare se ci fossero aerei nel cielo o missili. Se queste immagini non sono disponibili dai francesi, le richiederemo ad altri Paesi», ha assicurato in un tweet il capo di Stato.
Aoun ha respinto le richieste di un’inchiesta internazionale sulle esplosioni, richieste giunte ieri ieri da più parti, compreso il presidente francese Emmanuel Macron durante la sua visita in Libano. Le richieste per un’inchiesta internazionale puntano a «distorcere la verità», ha aggiunto Aoun, secondo cui ogni verdetto perde di significato se richiede troppo tempo per essere emesso.
Intanto i soccorritori stanno ancora cercando sopravvissuti e il governo sta indagando su cosa abbia causato il disastro.L’esplosione, che ha ucciso almeno 150 persone e ne ha ferite più di 5.000, ha colpito con la forza di un terremoto, facendo saltare finestre e porte in tutta la capitale e lasciando diversi isolati disseminati di vetri rotti, macerie e veicoli demoliti. Le autorità hanno stimato che circa 300mila persone siano rimaste senza tetto – circa il 12% della popolazione della città – e che serviranno tra i 10 e i 15 miliardi di dollari per ricostruire tutto. L’esplosione ha anche cancellato il porto principale distrutto un imponente silo che conteneva circa l’85% del grano del Libano.
L’esplosione sembra essere stata causata dall’accensione di una scorta di 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, una sostanza chimica utilizzata nei fertilizzanti e negli esplosivi, che era stata immagazzinata nel porto da quando era stata sequestrata da una nave da carico sequestrata nel 2013. Le riprese video mostrano un incendio al porto, con quelli che sembrano fuochi d’artificio che si spengono, prima che una massiccia esplosione scuota la città. Non è chiaro cosa abbia causato l’incendio, ma finora non ci sono prove di un attacco.
Il governo ha avviato un’indagine che sembra concentrarsi sui funzionari portuali e doganali, con almeno 16 dipendenti arrestati e altri sottoposti a interrogatorio. I funzionari del porto hanno cercato di scaricare la colpa, affermando di aver avvertito gli alti funzionari dei pericoli rappresentati dalla conservazione di un’enorme quantità di nitrato di ammonio in un porto civile, ma senza che sia stata intrapresa alcuna azione. Molti libanesi attribuiscono la colpa alla classe politica che è salita al potere durante la guerra civile, considerata corrotta e incompetente. Sono scoppiate proteste sparse, al grido “rivoluzione”.

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