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Covid, restano secretati (per ora) gli atti del comitato tecnico-scientifico

Silvio Brusaferro e Franco Locatelli, componenti del comitato tecnico-scientifico che ha fornito al governo le informazioni e i pareri sull'emergenza covid
Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso, presentato da Palazzo Chigi, contro la sentenza del Tar Lazio che aveva sancito l’accessibilità dei documenti, chiesta dalla Fondazione Einaiudi. Ma la decisione è assunta solo in via cautelare in vista della sentenza di merito, in arrivo il 10 settembre. Quando Palazzo Spada, probabilmente, renderà una volta per tutte conoscibili le informazioni che hanno ispirato i dpcm emergenziali di Conte
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Il Consiglio di Stato, con decreto cautelare monocratico depositato oggi, ha sospeso l’effetto della sentenza del Tar Lazio (la numero 8615/2020) che consentiva l’accesso ai verbali del Comitato tecnico scientifico sull’emergenza covid, accesso che era stato reclamato dalla Fondazione Einaudi.

A darne notizia è l’ufficio stampa di Palazzo Spada, in un comunicato in cui si legge che «il presidente della terza sezione del Consiglio di Stato ha ritenuto opportuno demandare la decisione cautelare al collegio, fissando la camera di consiglio per il prossimo 10 settembre, per non pregiudicare definitivamente l’interesse dell’amministrazione contraria all’ostensione degli atti in attesa della decisione del collegio» — decisione che, fa notare inevitabilmente Palazzo Spada, «sarebbe inutile ad ostensione degli atti avvenuta» — vista la materia «meritevole di approfondimento» giuridico.

Nel decreto cautelare depositato ieri si rileva, sì, che tali verbali «hanno costituito il presupposto per l’adozione di misure volte a comprimere fortemente diritti individuali dei cittadini, costituzionalmente tutelati, ma non contengono elementi o dati che la stessa appellante abbia motivatamente indicato come segreti».

E ancora, che «le valutazioni tecnico-scientifiche si riferiscono a periodi temporali pressocché del tutto superati» e che «la stessa Amministrazione, riservandosi una volontaria ostensione, fa comprendere di non ritenere in esse insiti elementi di speciale segretezza da opporre agli stessi cittadini».

Nel decreto monocratico si legge anche: «Non si comprende, proprio per la assoluta eccezionalità di tali atti», perché debbano essere inclusi «nel novero di quelli sottratti alla generale regola di trasparenza e conoscibilità da parte dei cittadini, giacché la recente normativa – ribattezzata freedom of information act sul modello americano – prevede come regola l’accesso civico» e come eccezione la non accessibilità.

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