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La partita delle commissioni blocca la maggioranza

Maggioranza paralizzata per la nomina dei presidenti delle commissioni di senato e camera
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E’ ancora in alto mare la trattativa nella maggioranza per il rinnovo dei presidenti delle commissioni di Camera e Senato. A quanto riferiscono diverse fonti, non sarà semplice arrivare a un accordo in vista delle votazioni in programma per mercoledì, dal momento che l’intesa manca, oltre che sui nomi, sulle caselle. “Entro mercoledì dovremo trovare un’intesa e lo faremo”, dice un capogruppo di maggioranza. Ma altre fonti si mostrano più pessimiste e non escludono che la votazione slitti di qualche giorno o addirittura a settembre.

Il M5s vorrebbe tenere le sue presidenze di commissione e lasciare che le presidenze ora in capo alla Lega vengano divise tra gli alleati. Ma ci sarebbe un pressing in atto da parte degli altri gruppi perché qualche pentastellato si faccia da parte. Al Senato, ad esempio, la Lega lascia cinque presidenze ma la sola Iv ne chiede due o tre, una la vorrebbe Leu e quattro il Pd. Alla Camera il M5s potrebbe essere pronto a rinunciare alla commissione Finanze, presieduta dall’ex M5s Raffaele Trano, che si era fatto eleggere a inizio legislatura con i voti dell’opposizione. Quella presidenza sarebbe stata offerta a Luigi Marattin, deputato di Iv, che però i renziani vorrebbero alla guida di una commissione più “pesante”, la Bilancio. Iv aspira in totale a 3 presidenze, ma nell’equilibrio con gli altri gruppi potrebbe ottenerne due (si fa anche il nome di Maria Elena Boschi), una presidenza potrebbe andare a Leu, al Pd quattro, o cinque se il M5s deciderà di rinunciare a un’altra sua commissione (ma non sembra disposto a farlo).

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