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Il piano degli autonomisti per controllare la Corte dei Conti

Svp e Lega in Trentino Alto Adige vogliono "provincializzare" i dipendenti e raddoppiare le nomine politiche nel comitato di controllo, senza requisiti nè incompatibilità. La magistratura contabile insorge: "Incostituzionale"
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Parola d’ordine autonomia in tutto e per tutto, compresa la gestione della magistratura contabile: questo è il piano della Svp, al governo della provincia autonoma di Bolzano anche con i voti della Lega, con l’appoggio silente dei cugini trentini.

L’obiettivo era di farlo passare in sordina attraverso una proposta di modifica della legge regionale 305/ 1988, presentata e discussa lunedì in Commissione dei Dodici ( la commissione paritetica per l’attuazione dello Statuto speciale della regione, che esprime un parere riguardo alle Norme di attuazione dello Statuto, le quali sono emanate dal Governo con decreti legislativi).

Lo schema di proposta prevede di far diventare dipendente provinciale e non più statale tutto il personale amministrativo e dirigenziale ( 48 persone in tutto tra Trento e Bolzano) ma soprattutto di far passare da uno a due i magistrati membri del Comitato di controllo, “sono nominati dal Consiglio dei Ministri su indicazione del Consiglio provinciale ove ha sede la sezione di controllo e i relativi oneri sono posti a carico della rispettiva Provincia autonoma”, si legge nella proposta.

Nessun concorso nè precisazioni sui requisiti professionali o incompatibilità per i nominati di nomina politica locale, che dunque diventerebbero la metà dei membri delle sezioni di controllo delle Corti dei Conti locali. Inoltre, con questa norma d’attuazione verrà abrogata l’inamovibilità dei giudici per dieci anni, che dunque potranno venire rimossi dalla stessa politica che li ha nominati. In sintesi, dunque, i magistrati contabili di ruolo a Trento e Bolzano diventerebbero dipendenti delle stesse provincie sulle quali dovrebbero operare controlli di spesa pubblica e nel Comitato di controllo due membri su quattro sarebbero nominati dagli stessi soggetti controllati.

«L’iniziativa è palesemente contraria ai principi costituzionali di autonomia e indipendenza della magistratura contabile e fonte di evidente conflitto di interessi tra controllore e controllato», è insorta l’associazione magistrati della Corte dei Conti, che ha chiesto che «il Governo si opponga a una simile e incostituzionale modifica della vigente normativa».

La notizia, pur passata sottotraccia, ha attirato l’attenzione anche delle opposizioni delle due provincie: il consigliere provinciale di Trento, Filippo Degasperi ( ex grillino ora fondatore di Onda Civica) ha proposto una interrogazione per chiedere chiarimenti e lo stesso ha fatto anche il Team Köllensperger, che fa riferimento al consigliere provinciale bolzanino anche lui ex Movimento 5 Stelle. «La nomina avverrà senza concorso e senza requisiti – ha commentato Paul Köllensperger – dalla maggioranza politica Svp- Lega. Senza requisiti e senza incompatibilità ben definite nomineranno i loro amici, persone vicine al sistema, allo scopo di compromettere controlli seri ed imparziali da parte di un organo terzo». Con tutta probabilità, inoltre, una modifica di questo tipo alla gestione della Corte dei Conti rischia di finire davanti alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzioni tra Stato e Regioni.

 

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