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Influencer, blogger, spot dentro e fuori rete tutto per riacciuffare il turismo post Covid

Tremano le grandi città d’arte, Federalberghi promette aiuti ma il turismo extraeuropeo è fuori gioco. Molti esercizi non riapriranno
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«Conosci il Paese dove fioriscono i limoni… La canzone di Mignon scritta da Goethe alla fine del ‘ 700 e successivamente musicata da Franz Schubert potrebbe a ragione diventare, nell’adattamento di un rapper ( Achille Lauro, Rancore ?) il tormentone musicale dell’estate italiana. Obiettivo: salvare il salvabile di una stagione turistica post Covid che si annuncia negativa ovunque, ma che registrerà le maggiori perdite nelle città d’arte come Firenze e Venezia, storici capolinea del turismo d’oltreoceano. Le amministrazioni regionali, in concorrenza tra loro, si sono già mosse per conquistare il mercato nazionale. Su quotidiani, riviste e web è un succedersi di pagine che vendono bellezza, serenità e sicurezza. Il Friuli Venezia Giulia punta sull’accoglienza: “A Braccia aperte” e “Mare aperto”; il Veneto sulla protezione garantita: “Safe Area” nella “Terra di Venezia”; rivolto ai sensi l’invito della provincia di Trento: ” Respira”… “La bellezza ha un profumo”; mentre Bolzano punta sui desideri: “Segui la tua voglia di libertà lasciati portare in Alto Adige”; sanità ed ecologia fanno da pilastri alle promesse della Toscana: “Ci prenderemo cura di te” e per quanto concerne l’arcipelago: “Naturalmente bello. Sicuramente emozionante”.

E poi c’è il web. La coppia di influencer Chiara Ferragni– Fedez ha accettato l’invito di un B& B di Manarola a trascorrere come ospiti un weekend nelle Cinque Terre in cambio di foto e commenti favorevoli sui social. Risultato: in due giorni i follower delle pagine web della struttura turistica sono passati da tremila a trentamila e, a detta del proprietario, si sono moltiplicate le prenotazioni. A Firenze, invece, è stato l’assessore comunale alla Cultura a rivolgersi alla blogger Cristina Fogazzi, meglio nota come l’ “estetista cinica” ( consiglia ai suoi settecentomila lettori creme di bellezza e diete rigorosamente “ciniche”) e lei ha descritto, entusiasta, una visita alla città. “Navigando” tra il Salone dei Cinquecento, gli Uffizi e Palazzo Strozzi ha provocato l’attenzione di centinaia di suoi giovani fans. Non tutti sono d’accordo ad affidare, seppure per un fine meritevole, la comunicazione dell’arte a un’estetista. Ma lei ribatte con determinazione che “… una storia su Instagram rende più di un video istituzionale”.

Conoscere e quindi amare il nostro Paese potrebbe essere uno dei derivati più positivi della pandemia e quindi ben vengano gli inviti di pubblicità, blogger e influencer. Con la globalizzazione e la continua ricerca di vacanze originali, ci eravamo dimenticati di vivere nella terra più bella del mondo. Forse è il momento di averne orgoglio e rispettarla. Inoltre, come sempre avviene in tempi di crisi, un po’ di autarchia è anche auspicabile per l’economia. Non è un caso se uno dei quotidiani nazionali più letti lanci una campagna per valorizzare le nostre preziose città, anche le meno note, e che il più importante portale degli affitti a livello globale si sia dato come bandiera lo slogan: “Italia, c’è un mondo da scoprire dietro l’angolo”. Così, dato che secondo un sondaggio il 92 % degli italiani andranno in ferie entro i confini patri ( il 12% di questi sceglierà la Toscana. Solo la Sicilia è più gettonata) il portale consiglia con soddisfazione campagne, spiagge e piccoli borghi toscani. Dunque il turismo nazionale, ecologico e giovanile fornirà un po’ di ossigeno alla stagione, ma è altrettanto vero che le previsioni sulle presenze dei turisti extraeuropei sono catastrofiche. Secondo il presidente nazionale di Federalberghi, Bernabò Bocca, almeno novanta hotel fiorentini hanno deciso di non aprire e una valanga di rinunce sono arrivate anche a pensioni e affittacamere. Di fronte a questa realtà che secondo Bocca colpisce soprattutto Roma, Firenze e Venezia sono intervenuti l’assessore fiorentino al Turismo, Cecilia Re e il governatore della Toscana, Enrico Rossi. La prima, ha scritto un invito che sarà spedito da tutte le strutture ricettive a quanti hanno disdetto le prenotazioni. Una “preghiera” a fare marcia indietro, accompagnata da promesse di sconti e varie facilitazioni. Il secondo, ha annunciato che la Regione investirà venti milioni per incentivare le linee aeree low cost a confermare i voli internazionali su Pisa, anche in presenza di pochi viaggiatori.

La scelta di Rossi nasce dal fatto che il grosso del turismo mondiale è sempre arrivato in Toscana via jet. Lo conferma Roberto Naldi, amministratore delegato di Toscana Aeroporti, la società che gestisce Pisa e Firenze. “Il traffico aereo – dice – rappresenta la punta dell’iceberg alla voce turismo. Nel 2019 i due scali hanno contato otto milioni e seicentomila passeggeri e se non si torna al più presto a quei numeri tutto quello che c’è sotto va in malora. Certo, puntare sul turismo ecologico è un bel progetto e anche condivisibile. Ma se non funziona quanta gente se ne va a casa? Mi auguro che l’annuncio di Rossi abbia basi solide, altrimenti Liguria e Puglia ci sorpasseranno. Di positivo c’è che Ryanair ha già messo in vendita per luglio 400 voli, la metà di quelli che aveva nello stesso mese del 2019. Sarebbe già qualcosa. Bisogna vedere se riuscirà a riempirli».

 

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